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Wall Of Sound @ Trieste Film festival: Note di cellulosa

Cosa rende simili antichi canti delle valli austriache a moderni rap nelle strade?
Cosa c’è di incredibilmente magico tra uno yodel immerso tra le conifere e parole veloci che riecheggiano tra i palazzi?
L’uomo e la sua innata anima musicale.
L’attitudine alla musica, al ritmo è componente genetica nell’uomo il quale ha modellato il suo orecchio in base all’ambiente di sviluppo ed è per questo che in realtà totalmente diverse e oggetti apparentemente incomparabili si possono trovare analogie intime ed ancestrali.

C’è un piccolo paese, illustrato dalle tinte del documentario “Eisenwurzen – Das Musical”, segnato dal progresso che sta spegnendosi poco a poco. Nelle fondamenta dei monti si possono trovare sia miniere che antichi canti, note di identità folk che si macchiano di oblio ma ai piedi di Erzberg gli animi e i cori di yodel non si arrestano e come brace rimangono vivi sotto la cenere del mondo intero.
Oramai le facce si sono fatte via via più segnate, il cuore continua a sussultare e l’anima brucia grazie ai vecchi canti, i quali geneticamente si sono fusi in loro tra vallate e vecchie tradizioni.

[scena tratta dal film Eisenwurzen]
- dal film, due simpatici vecchini dalla voce entusiasmante

Insomma la musica, le usanze e il D.N.A. divengono un solo elemento scandito dai canti e dallo scricchiolio del legno, un’atmosfera che sta però chiudendosi su se stessa per via del poco interessamento del mondo attorno. Un vero e proprio peccato: ogni volta che muoiono aspetti così vicini alla natura umana l’intero universo si impoverisce di una complessa costellazione ed è ancor più doloroso osservare come negli occhi dei reduci quella luce vada affievolendosi piano piano.

Ma per una musica persa si danno i natali ad una nuova forma di canto, il rap che giovane si staglia all’orizzone tronfio delle proprie origini popolari.
È il caso di “Kreuzberg 36″ pellicola che segue la vita di una band rap tedesca di origini miste che come unica terra di appartenenza riconosce solo il quartiere natale: Kreuzberg. Si susseguono parole e vite di chi conscio del proprio essere crea un legame con la comunità, nutrendosi di esperienze vere, talmente dure che nessuno vorrebbe mai vivere.
Quindi la musica, oltre a farsi identità, si appropria anche del concetto di sociale, di collante tra le persone che sfiduciate si sentono sole davanti alla realtà.


Dal film – Una delle rapper dei Kreuzberg 36

Un modo di esorcizzare e rinforzare ciò che si è: quale ambiente migliore di una città storicamente viva come Berlino? A detta dei protagonisti solo in quella città si può respirare l’essenza della libertà visto che il rap e l’hiphop non si sono, per il momento, trasformati in moda e quindi sono ancora slegati da cliché e schemi rigidi.
Ed è la moda il regime che i piccoli quartieri temono, dato che la vita sempre più complicata ha come unico punto di fuga la musica e il messaggio di speranza che essa può trasmettere.
Il tutto però viene vissuto con serietà e naturalezza, tenendo i piedi saldi al cemento della propria città e della propria anima.

Sempre il rap è l’oggetto del documentario “?eská RAPublika” che si muove tra i giochi di parole di tre famori rapper cechi e l’interessante aspetto di mitigazione della musica tra nuova e vecchia generazione.
Che sia in radio, per strada o nelle classi la voglia di confronto e di conoscenza dell’altrui pensiero è evidente ed è in un clima di curiosità e apertura che i testi si sviluppano.


Dal film – La crew hiphop

Questo aspetto è senza alcun ombra di dubbio il più rivoluzionario e straordinario perché permette a chiunque di conoscere e successivamente di sperimentare, senza limiti e senza inibizioni.
Un eterno circolo che si muove tra generazioni e nel quale vengono riversati gli aspetti culturali più importanti, dove il singolo e la società si trovano a confronto.
Ogni aspetto viene indagato dalle sonorità alle parole, un lavoro completo ed attento atto a strutturare una nuova personalità, e nel film si possono infatti apprezzare esperimenti sonori e linguistici sempre condotti in un clima sereno e riflessivo.

La vita come la musica si evolve e come per l’evoluzione solo alcuni caratteri vengono trasposti nel tempo, sempre nel rispetto e nella coscienza che ciò che siamo è dato in parte da ciò che eravamo.

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