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Correva l’anno 2003…

… quando dal gelido vento svedese nacquero i Warfect. Giungono ad oggi con il loro primo asettico album “Depicting The Macabre” dalle note equilibrate e dai solo geomentricamente disposti per dare a tutti l’opportunità di farsi notare, tra un piatto battuto e una corda graffiata.

Evocazioni nate da una forte somiglianza con il cantanto di Speed, parlando della voce più aggressiva e con le ammiccanti smorfie timbriche Hetfieldiane: più che un omaggio, una triste parodia.

Tecnicamente notevoli ed attenti all’ordine degli schemi, ma alla pari di una band di teenagers, più propensi alla glorificazione della propria bravura che alla ricerca di temi minimamente interessanti.

Nostalgici dei Metallica o dei Sepultura dei anni ’90? Ascoltatevi un loro cd!

Ci domandiamo quale possa essere l’utilità di un disco come questo, dove una band dimostra solo di essere composta da musicisti fighi e capaci, ma se si guarda oltre alla saccenza musicale, che comunque è apprezzata, si cade senza protezioni nel deserto delle idee.
E poi un grido si alza unanime: smettiamola di scrivere testi patetici degni di un quote su FB!

Rimaniamo pazientemente in attesa con Sandman nel mondo dei sogni.

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Contro

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