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  • Warnerve: Face Of God

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2008, a music odyssey

Non tutti conosceranno i Warnerve, anche se la loro nascita risale a più di dieci anni fa. Questa band valdostana si differenzia dalla massa informe se non altro per la ricerca di uno stile personale che si appiglia al rock per poi andare a toccare anche metal, stoner e quant’altro. Per rendere l’idea si potrebbe inserire questo lavoro tra le fila dei discendenti del thrash, vegliati dall’alto dalla presenza palpabile di papà Phil Anselmo che viene più volte, a sua insaputa, chiamato in causa.

L’album è diviso in due capitoli: il primo è un concept dedicato al film firmato Kubrik “2001:Odissea Nello Spazio” e contiene le prime cinque tracce; nel secondo, sempre di cinque tracce, le tematiche restano sempre incentrate sullo spazio con titoli come “Jupiter” e “Beyond The Infinite”. Questa scelta è rimarchevole e ambiziosa, in un’era in cui è difficile vedere lyrics più profonde di “oddio, la ragazza mi ha mollato”, e ci fa capire che i Warnerve non sono i soliti quattordicenni che si improvvisano musicisti. Anzi.

Se lo stoner di per sé non è nato come genere legato ad una tecnica musicale sopraffina, qui lo diventa, senza ovviamente eccedere. Il passo è infatti spesso lasciato a cullanti atmosfere a tratti sognanti e a tratti simil-psichedeliche che sapranno ricompensare coloro i quali riusciranno a varcare i primi difficili minuti d’ascolto. Non sarà il gruppo dell’anno, non ricorderete una canzone in particolare, ma se siete tra quelli che pensano che l’Italia non abbia un’identità musicale… be’, vi ricrederete.

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