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  • Washed Out: Paracosm

    Washed Out

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Aspetta che (s)piova!

Le sonorità prodotte da Ernest Greene, in arte Washed Out, non c’hanno mai deluso: meraviglioso ed inconfondibile timbro indie-pop, chill-out che ti rimane incollato alle orecchie come melassa liquida, qualcosa che profuma di fiori e di serenità.
Proprio sgargianti corolle sono il leit-motiv di “Paracosm”, secondo lavoro dopo l’esordio del 2011 con “Within And Without”.
Stavolta i richiami alla natura sono fortissimi, a partire dall’intro (catturata nel fitto della foresta pluviale?), muovendosi al rallenty su “Weightless”, esplodendo in “All I Know”, nella title track e nella conclusiva “All Over Now”.
Un disco armonico, seppur con un’unica stonatura: la mancanza di originalità. Dove comincia o finisce un brano?
Tutto fila, anche troppo, liscio.

“Paracosm” si fa godere piacevolmente in questa stagione, grazie al mood morbido e vellutato che ricorda una copertina di flanella, ma al contempo somigliando ad un temporale estivo, per via della pioggia di synth che innonda letteralmente le orecchie dell’ascoltatore.
Un acquazzone, si sa, rinfresca dalla calura e prepara al sereno: in questo modo si può leggere il disco come un lavoro (seppur ben fatto) di transizione, in attesa di far germogliare qualcosa di più sperimentale e virale.

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Contro

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