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Into the blue

Originari della terra d’Albione ma dediti ad un genere propriamente a stelle e strisce come il post-hardcore, i We Are The Ocean, cinque giovanissimi ragazzi dell’Essex inglese, provano a sfondare nel difficile mondo del music business con il loro primo album in studio, “Cutting Our Teeth”.

Gli inglesini ci vanno giù pesante con riff di inaudita potenza accompagnati dalla sporca voce del frontman Dan Brown, alla quale fa il verso, nell’ormai usuale schema dialettico del genere, la voce melodica e melodrammatica del chitarrista Liam Cromby. Decisamente piacione e poco originale, il disco fa comunque il suo dovere, intrattenendo piacevolmente l’ascoltatore nella sua mezz’ora di musica.

I We Are The Ocean sono un po’ la sintesi musicale dell’ascoltatore emo medio: riff e atmosfere tipicamente post-hardcore, che in certi punti sembrano quasi citare band del calibro di At The Drive In e Alexisonfire, coadiuvati da momenti che fanno il filo a generi ultimamente più in voga come lo screamo e il melodic metal core. Forse proprio questo lato più modaiolo rovina la proposta musicale del gruppo che aveva tutte le carte in regola per essere più convincente.

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Contro

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