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We just wanna have fun

And we had it, absolutely.

Sole, spiaggia, mare, rock ‘n’ roll (in un mini mini club peraltro, così da percepire meglio le vibrazioni). Potremmo volere di più da una giornata estiva, passata da qualche anno (almeno nel caso del sottoscritto) la boa dei 20? Certamente, sì.

Ma oggi, no.

Oggi è ok così, ed il vostro si appresta a rivedere la band di Juliette Lewis per la seconda volta, archiviata l’apparizione londinese del Settembre 2006 (Astoria) e mancata quella bolognese dello stesso anno per… cause di forza maggiore, diciamo.
In questa sabbiosa giornata di Luglio fila invece tutto liscio e l’iperattivo (almeno nella stagione calda) Rock Planet di Pinarella di Cervia ha il compito di ospitare la prima delle due date italiane della (ex?) attrice americana. Ex non proprio in verità, dato che tornerà davanti alla macchina da presa entro la fine del 2008 per girare un nuovo film (il primo da “Se Proprio Lo Vuoi, Lascialo Andare” del 2006) e ricongiungersi così alla carriera che, volente o nolente (buona la seconda, a giudicare dalle sue dichiarazioni), l’ha lanciata nel mondo dello showbiz.

L’apertura della serata è affidata ai veneziani Mr. Bizarro And The Highway Experience, in tour per promuovere “Waiting For The Ufos”. Gli ufo non arriveranno, ma qualche rocker certamente sì: la loro proposta rock ‘n’ roll senza compromessi riscuote i consensi del pubblico e la loro performance (presumiamo) scivola via bene. Presumiamo, dal momento in cui siamo riusciti ad assistere solo agli ultimi pezzi eseguiti. Giusto il tempo di notare una (inaspettata, a dirla tutta) qualcerta immobilità sul palco e di ascoltare “R’n’R Blood”, unica canzone del lotto che noialtri conosciamo. Pare esserci del potenziale, qua.

Cambio strumentazione, la gente (nemmeno troppa) aspetta impaziente Juliette Lewis. Verrà più volte omaggiata da una delle storiche frasi di cui il nostro campionario tricolore può andare fiero (…): i “bella figaaaaaaaa” si sprecano. Più bionda e frangiosa del solito, arriva sul palco coi suoi Licks preferiti (almeno per il momento: negli ultimi due anni ben 2/5 della formazione sono cambiati) e attacca con uno dei singoli di maggior successo dell’ultimo LP, “Four On The Floor”: “Sticky Honey” segna l’inizio di quello che si rivelerà essere, assolutamente, il compromesso ideale fra concerto e party. I party a noi piacciono, e così la proposta della band che pesca a piene mani dalla propria, piccola, discografia. Album maggiormente saccheggiato sarà “Four On The Floor” con ben 7 estratti, mentre solo 4 saranno i brani suonati da “You’re Speaking My Language”. Il palco pare essere la dimensione adatta alla persona della Lewis: è brutalmente lei a condurre il gioco, ad ansimare (“Got Love To Kill”) o ad invitare la gente ad amarla con un ossessivo love me in “Death Of A Whore”.

Obiettivo francamente difficile da mancare: la Bigelow fu lungimirante a farla esibire sul palco in “Strange Days”, indimenticato e notevole sci-fi risalente al 1995, quando nei panni di Faith rifece “Hardly Wait” di PJ Harvey. La sensualità e il carisma sono gli stessi di quei tempi, quando la Lewis aveva 22 anni. Per quel che riguarda la musica in sé, il suo rock ‘n’ roll di facile presa strizza l’occhio tanto ai punk rocker quanto al pubblico più puramente mainstream, e può essere la colonna sonora ideale di qualsiasi serata baraccona. L’originalità, va detto, non ha casa qui. La noia, però, men che meno. E più il set va avanti, più si nota come lei abbia attitudine da vendere. Concetto essenziale alquanto, in questo universo. Vocazione sincera o capriccio da attrice miliardaria? Chi cazzo se ne frega.
Anche una cover di cui il sottoscritto non sa il titolo (una di quelle canzoni anni ’70/’80 che si sentono sempre alle feste, ma la mia ignoranza è troppo spinta) rafforza l’idea, e a chiudere il live ci pensa la canzone forse più famosa, “You’re Speaking My Language”.

Ci sarà tempo pure per foto varie e autografi, ma noi preferiamo uscire dal locale e vedere che accade in giro. Per scoprire che a Pinarella non accade… nulla. E notare per l’ennesima volta quanto in spiaggia, di notte, faccia un freddo fottuto.
But we just wanna have fun, e hey, we had it.

Treno…

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