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  • Wednesday 13: Skeletons

    Wednesday 13

    Data di uscita: 01-01-2008

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Non c’è più niente da festeggiare

Annunciato come più cupo e personale dei (due) precedenti, “Skeletons” ci presenta una versione effettivamente fosca e appesantita dell’ex-cantante dei Murderdolls. Il figliastro di Alice Cooper si allontana dal rock’n’roll per party people di “Fang Bang”, andando a incontrare chitarre ben più corpose, in linea con i canoni dell’heavy metal contemporaneo, come testimonia la distorsione dell’opener “Scream Baby Scream”. A questo si aggiungono ritmiche dal tocco più pesante e un ruggito più ruvido da parte dell’inquietante Mercoledì.

Il motivo della traslazione verso il lato oscuro è proprio la fuoriuscita di una materia nera e minacciosa dal bagaglio di esperienze personali del frontman. Oltre al grand guignolesco Alice, Wednesday 13 non dimentica neanche Blackie Lawless e i suoi W.A.S.P., mentre il punk festaiolo che ricordava tanto il glam scandinavo di gente come i Backyard Babies si limita a rapidi sprazzi come “Gimmie Gimmie Bloodshed”, lasciando spazio a un heavy rock molto più americano, come “All American Massacre” testimonia in tutto e per tutto.

Osservato e giustificato il passaggio musicale, rimane da stabilire il segno algebrico del bilancio finale. Abbiamo perso appeal e melodie ma guadagnato impatto chitarristico e aggressività. Abbiamo meno immediatezza ma più longevità. Abbiamo meno pezzi da annotare sul taccuino ma ora riusciamo a distinguere meglio l’uno dall’altro. Il terreno in cui si avventura “Skeletons” è più complesso da affrontare e regala meno soddisfazioni, ma si tratta di una scelta evolutiva opportuna e di cui avremmo potuto sentire la mancanza. Buona anche la terza, dunque.

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