Home > Rubriche > Ritratti > Weirdo Records: Cose buone e giuste

Weirdo Records: Cose buone e giuste

Per l’istantanea di oggi posiamo uno sguardo incuriosito su un mucchietto di uscite della nostrana etichetta Weirdo Records, label indipendente che da anni presenta su disco i lavori di alcuni degli ensemble più rumorosi e contaminati dell’hardcore “de noantri”: proprio così, solo ed esclusivamente prodotti made in Italy, pescati nell’underground più infame e degradato, da dove la Weirdo è andata a estrarre diamanti come i Cibo o le Agatha.

Pronti, via: prima uscita sotto la lente è “Holy Mosh” dei bergamaschi Hungry Like Rakovitz: 17 minuti di assalto sonoro che pianta bandiera territoriale su quel magico confine tra thrashcore e grindcore. Furia ce n’è molta, ma non solo: tra i riff supersonici e il sangue agli occhi si riesce ad intravedere quello che è ben più che un semplice bagliore di stile. Il fragore è incanalato in una direzione ben precisa, la rabbia si concretizza in 13 brani studiati fino alla minima variazione. In poche parole: spacca tutto, ma fallo con eleganza.

“The Art of Mind Revolution” è invece il lavoro degli Head In Pollution, che a differenza degli HLR presentano una compattezza sonora di chiara matrice metallica e la stemperano in percorsi musicali che li portano a ridosso del movimento posthardcore, campo in cui mostrano di esser ferrati evitando di scadere in trite soluzioni melodiche. Efficacia garantita, bisogna solo saper star al gioco del genere.

Ultima uscita del giorno è “Your Girlfriend Calls Me Baby” degli I Am The Tiger, che radicano il loro screamocore in un terreno musicale ibridato da diverse suggestioni: più slegati degli altri da papà metalcore, presentano brani nervosissimi e tessuti con maestria, che si rifanno ad un impietoso rimodellamento avanguardista di una tradizionale materia hardcore senza scadere nella banalità. Pugnalate screamo dritte nella schiena.

In definitiva un bilancio più che positivo nel complesso, indicativo della salute di cui gode un certo panorama musicale indipendente in Italia, che ancora riesce ad attrarre attenzione e pubblico anche all’estero. Guardare con ammirazione al lavoro della Weirdo è cosa buona e giusta.

Scroll To Top