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Welcome to His nightmare

Tocca a Milano assistere questa sera all’ennesima metamorfosi di Vincent Furnier che, indossati i panni di Alice, prende per mano la moltitudine di fan che affolla l’Alcatraz fino a farne registrare il tutto easurito, e accompagnarla nel suo personalissimo paese delle meraviglie. Il “teatro della morte” si cela agli occhi del pubblico, protetto da un telone che cadrà solo allo squillare della campanella che segna la fine delle lezioni, per far sì che 40 anni di storia del rock si materializzino di fronte ai nostri occhi, accompagganti da una liberatoria “School’s Out”. E se la scuola è finita, vuole dire che possiamo smetter di fare i bravi ragazzi: nemmeno il tempo di prendere fiato, e siamo già lì a gridare insieme ad Alice “No More Mr. Nice Guy” per poi celebrare la ribelle gioventu r’n’r con una classicissima “I’m Eighteen”. Nel giro di 10 minuti scarsi, il Sig. Furnier, classe 1948 ma ancora tantissima voglia di shockare il suo complice pubblico, ha messo subito in chiaro quale sarà il tenore della serata.

Ai confini tra un musical e il tunnel degli orrori di una luna-park, lo show di Alice Cooper mantiene le promesse e si sviluppa riproponendo in una sequenza infinita tutte le messe in scena che abbiamo imparato ad amare, dalla decapitazione con tanto di ghigliottina, alla vergine di ferro passando per l’impiccagione, la sedia a rotelle e la camicia di forza, in un crescendo audio-visivo che dovrebbe diventare, se mai esistesse una sorta di UNESCO del rock’n’roll, un vero e proprio patrimonio dell’umanità.

Affiancato dalle chitarre di Kerry Kelly e Damon Johnson, e dall’ex Y&T/Megadeth Jimmy De Grasso dietro ai tamburi, Alice incanta ancora con la sua voce sgraziata e graffiante, tutto sommato ancora in ottimo stato nonostante l’età e le oramai debellate dipendenze, esorcizzate anche questa sera con una memorabile “From The Inside”.

L’ora e mezza o poco più di spettacolo scorre via in un baleno, per un concerto dove musica e teatro convivono mai rubando la scena l’una all’altro, e complementadosi alla perfezione in quella che è la massima espressione di rock’n’roll entertainment, eguagliata forse solo dai Kiss dei tempi migliori, che in ogni caso alla zia Alice devono non poco del loro successo.

School’s Out
No More Mr. Nice Guy
I’m Eighteen
Wicked Young Man
Ballad Of Dwight Fry
Go To Hell
Cold Ethyl
Poison
From The Inside
Nurse Rozetta
Be My Lover
Only Women Bleed
I Never Cry
Black Widow Jam
Vengeance Is Mine
Dirty Diamonds
Billion Dollar Babies
Killer
I Love The Dead
Feed My Frankenstein
Under My Wheels
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Elected
School’s Out

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