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  • When: Pearl Harvest

    When

    Data di uscita: 08-04-2004

    Loudvision:
    Lettori:

Anni 60, noise, elettronica e le Mille e una notte

L’eccentricità è il criterio di selezione di Trickster G., e della sua Jester Records, per decidere chi può entrare nel suo club ristretto del grottesco. L’eccentricità degli When consiste nella commistione di generi aventi come comune denominatore una sorta di intensità, che anche quando risibile o estremamente fuori di testa come in “Goose, Poor Goose” – già il titolo fa riflettere -, non passa inosservata.
Il campionario del buffonesco si districa inizialmente tra sonorità arabe in “The Ebony Horse”, che non risparmia gli stereotipi musicali quali i flauti degli incantatori di serpenti. Poi il disco si lascia andare agli anni 60, con una canzone che potrebbe far parte del repertorio dei Beatles, con qualche interferenza noise. La già citata “Goose, Poor Goose”, clownesca, strutturata su rumori di percussioni e xilofoni, ritornelli-filastrocche, il tutto per di più arrangiato abbastanza bene, con applausi finali di un pubblico campionato e la voce stentorea di un clown: campioni di autoironia… Dunque sì, anche quando la musica degli When vi prende esplicitamente in giro, lo fa con stile. Le successive canzoni si basano ancora su rock melodico anni 60, easy listening, e musiche arabe, influenza che solo ora vi giustifico con il fatto che i testi sarebbero tratti dal libro “Arabian Nights/Le Mille E Una Notte”. In realtà non so quanto possa essere un elemento discriminante o determinante, dal momento che ciò che vi attende è comunque imprevedibile e spiazzante, un’improbabile commistione di generi quasi ben fatta. Che ha senso quindi di per sé a prescindere dalla storia che racconta
Dovendolo pure considerare come un concept album sul tema, è un po’ troppo stravagante ed autoreferenziale per soddisfare un’esigenza di ascolto. Tuttavia se vi piace sperimentare e siete in una fase di apertura a stili improbabili, a nuove sensazioni, o siete semplicemente degli estimatori dell’eccentrico, “Pearl Harvest” può rivelarsi un ascolto interessante.

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