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  • White God – Sinfonia per Hagen

    Diretto da Kornél Mundruczó

    Data di uscita: 09-04-2015

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In una Ungheria dal nazionalismo strisciante viene imposta una nuova, onerosa tassa sui possessori di cani meticci non riconducibili a razze autoctone. Lasciata alle cure del padre dalla madre partita per un’importante conferenza, Lili (Zsófia Psotta) viene costretta ad abbandonare il suo amatissimo cane Hagen, perché il genitore non è disposto a farsi carico dell’onere di leggere.

In balia del caso, Hagen si ritrova ad affrontare situazione drammatiche e di estrema violenza, che ne corrompono l’animo e lo portano a mettersi alla testa di un “fronte di ribellione canina”, pronto a riscattarsi dalle angherie umane.

Che davvero? Davvero. Se siete in cerca di un film poco convenzionale, “White God“, il sesto lavoro di Kornél Mundruczó (premiato a Cannes 2014 nella sezione un Certain Regard), è il titolo perfetto per voi. Sfortunatamente la carica eversiva di questa apocalisse canina — splendidamente ritratta con il coinvolgimento di oltre 250 cani in scene d’azione ed inseguimento veramente sontuose — viene smorzata dall’intento del regista di creare «un film fortemente morale, che pone interrogativi altamente morali», che però dà risposte così unilaterali e con soluzioni metaforiche così roboanti da risultare più ridicolo che ammonitorio.

Peccato davvero, perché oltre all’innegabile livello tecnico, una storia meno perentoria e paternalistica avrebbe potuto trasformare un film dall’imperante WTF (What The Fuck, quel senso di MACCOSA!?!? che ti prende di fronte a uno sviluppo inaspettato e completamente privo di logica e senso) in una pellicola ironica, irriverentissima e davvero capace di porre qualche domanda allo spettatore.

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Contro

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