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White Lion: Bang Your Head Festival 2005

L’innocuo micetto sperduto

Le reunion, come ben sappiamo, vanno prese nella stragrande maggioranza dei casi non solo con le pinze, ma addirittura con il naso tappato per non sentire la puzza di marcio. Questo sia che si tratti di vere e proprie rimpatriate di gruppi scioltisi da tempo, sia che si parli semplicemente del ritorno in formazione di membri considerati talmente fondamentali da incarnare agli occhi della gente l’essenza stessa della band in questione (Bruce Dickinson e Rob Halford e rispettive band ne sono un valido esempio).

Esiste però un terzo tipo di reunion che ha dalla sua la non invidiabile particolarità di essere nettamente peggio in quanto totalmente falsa, ovvero quando un solo membro della band originale ottiene legalmente i diritti del monicker e, radunata un’accozzaglia di musicisti con cui finalmente va d’accordo, decanta un ritorno che è in realtà solo suo personale.

Questo tipo di evento, nel quale la decenza manca clamorosamente all’appello e nessun tipo di pseudo giustificazione nostalgica trova terreno su cui attecchire, è esattamente ciò che ci propinano i White Lion… Stiamo parlando dei White Lion, un gruppo pop-metal di serie b che già rasentava pericolosamente l’insulso nel 1988 quando vendeva due dischi. Riuscire ad immaginarci la loro utilità nella scena odierna, per di più con la sola presenza di Mike Tramp alla voce affiancato da Coso alla chitarra, Tizio al basso, Caio alla tastiera e Quello La alla batteria, risulta francamente un semplice sforzo cognitivo.

Ma tanto ci è dato, ed a noi non resta che sorbirci un prodotto di qualità appena sufficiente, un live di circa un’ora filmato nel 2005 al “Bang Your Head” festival in pieno pomeriggio. Le hits della band sono tutte (e due) presenti in scaletta, a partire dalla zuccherosa “Little Fighter” a “Hungry” ed i musicisti coinvolti svolgono il loro ruolo dignitosamente, soprattutto il chitarrista Jamie Law.

Peccato che proprio egli debba subire il paragone con il chitarrista originale della band, quel Vito Bratta che per quasi mezz’ora è stato annoverato tra i guitar hero degli anni ’80… Alla luce di tutte queste considerazioni non stupisce che l’ex componente della band che negli anni ha avuto più successo, il bassista James Lomenzo (ex- Pride & Glory, Slash’s Snakepit, Black Label Society ed oggi nei Megadeth) si sia saggiamente defilato da tale farsa…

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