Home > Recensioni > White Rabbits: Milk Famous

Da svezzare

No, non avete letto male né avete assunto LSD. I conigli bianchi ci sono veramente e ora sanno persino suonare.
Più precisamente, White Rabbits è il nome di un sestetto statunitense capeggiato da Stephen Patterson e che si occupa di indie rock con spruzzatine di revival giusto per dare tono all’insieme.

A produrre il disco (il terzo) stavolta è Mike McCarth, già produttore degli Spoon. Questo fa riflettere molto, dato che “It’s Frightening” era passato dalle mani di Britt Daniel, membro egli stesso degli Spoon.

Ad ogni modo, ora sono le atmosfere cupe e leggermente sinistre a riempire gli spazi armonici, dove le chitarre – a momenti distorte – e l’elettronica si intrecciano a linee di basso non male.
Però boh.

Se dovessimo eleggere il brano vincitore di questo album, diremmo “I’m Not Me”, più che altro perché in esso la musica riesce a tradurre perfettamente il sentimento che sta dietro alle liriche: the horror, the horror (cit.).
Le altre dieci canzoni forse meritavano maggiore accuratezza nella pianificazione.

Pro

Contro

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