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Who needs TV when you got T-Rex?

Non si può certo dire che la prima apparizione italiana del vecchio leone britannico sia stata baciata dalla fortuna. Misteriosamente annullata la data romana, tutte le attenzioni vengono rivolte a quella milanese, che causa finale di Coppa Italia subisce una ripianficazione last-minute che ne sposta l’orario di inizio a fine partita. Se al tutto aggiungiamo una presenza di pubblico non superiore alle 3-400 persone, vien da pensare che la sua prima volta in Italia possa anche essere l’ultima. In ogni caso, peggio per chi non c’era.

L’ex leader dei Mott The Hoople sale sul palco un buon quarto d’ora dopo le 22:30 annunciate (il giorno prima) dall’organizzazione, aprendo lo show con una classicissima “Once Bitten Twice Shy”. Settant’anni portati splendidamente, l’instancabile Hunter continua a sfornare dischi di grande qualità e a portare in giro per il mondo uno spettacolo che attinge a piene mani sia dal repertorio degli Hoople che dai suoi innumerevoli album solisti, incluso il recente “Man Overboard” da cui ascolteremo questa sera diversi estratti. Nonostante l’età il vecchio Ian si muove sul palco con la consumata nonchalance del rocker di annata, ben coadiuvato dall’affiatata compagine di musicisti che lo accompagna, tra cui è doveroso citare Steve Holley e Mark Bosch.

Hunter e la sua band si muovono agilmente tra le ballate elettriche dal sapore dylaniano che hanno contraddistinto gli ultimi dischi in studio, ed i brani più smaccatamente rock del periodo immediatamente successivo allo scioglimento dei Mott. Che vengono però degnamente celebrati in chiusura di concerto con la sempreverde “All The Way From Memphis” ma soprattutto nell’emozionante encore che mette in fila “Roll Away The Stone”, “The Saturday Gigs” e quell’inno generazionale che è stato “All The Young Dudes”. Quanto basta per portare quasi alla lacrime l’eterogenea audience di ultra-quarantenni presenti all’Alcatraz.

Effetto nostalgia a parte, abbiamo assistito ad un concerto davvero emozionante e coinvolgente ma per ovvi motivi destinato ad un pubblico maturo (in tutti i sensi). Peccato per la scarsa affluenza, assolutamente inadeguata alla portata storica dell’evento e francamente disarmante sia per l’artista che per l’organizzazione.

Once Bitten Twice Shy
Who Do You Love
Rip Off / Death Of A Nation
Soul Of America
River Of Tears
The Great Escape
Rain
Flowers
23a Swan Hill
Man Overboard
Sweet Jane
Up and Running / Dancing On The Moon
Somewhere
Wild East
All The Way From Memphis
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Roll Away the Stone
The Saturday Gigs
All The Young Dudes

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