Home > Recensioni > Wicked Sensation: Reflected

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Esordio stile-Whitesnake

Sentite la nostalgia dei cari, vecchi Whitesnake? Vi manca la timbrica calda e bluesy di David Coverdale? Eccovi un succedaneo che non potrà mai rimpiazzare nei vostri cuori il posto occupato da papò David e compagni, ma che potrebbe rendere meno sofferta l’astinenza da Serpente Bianco: sto parlando di “Reflected”, album d’esordio dei Wicked Sensation, combo multinazionale con sede a Karlsrhue che conta nella propria line up un tailandese (il chitarrista Sang Vong), quattro tedeschi (l’altro chitarrista Michael Klein, il bassista Martin Mannhardt, il batterista Bjorn Gref ed il tastierista Bernd Spietzer) ed un olandese (il talentuoso vocalist Robert Soeterboek, che forse ricorderete al fianco di Arjen Lucassen negli Ayreon). “Reflected” è un gran disco di puro hard rock whitesnakiano in cui spicca la grande, grande voce di Soeterboek, il cui unico limite è anche il maggior pregio: questo ragazzo canta proprio come Coverdale! Se pensavate che solo Jorn Lande potesse aspirare al titolo di miglior clone coverdaleiano, aspettate di posare l’orecchio su questo disco. Provate a far ascoltare “Stand Tall” ad uno sfegatato fan dei Whitesnake, e gli farete credere di aver scoperto un loro rarissimo inedito. Scherzi a parte, “Reflected” è un album estremamente coinvolgente, come raramente capita di ascoltare ai giorni nostri. Non lasciatevi fuorviare dalle inevitabili accuse di plagio che leggerete un po’ dovunque e non fate troppo i sofisti, sarebbe davvero stupido sottovalutare un album di questa portata solo per una questione di forma. “Reflected” è un’opera corposa, estremamente ben prodotta (ci hanno messo lo zampino sia il summenzionato Lucassen, mentore della band, che Dennis Ward dei Pink Cream 69) e di sicuro appeal, grazie anche ad una tanto sottile quanto efficace propensione alla melodia che conferisce ad ogni traccia un’immediatezza non comune. Tra i brani di punta, da citare senza ombra di dubbio “Stand Tall” e “Get Down To Business”, forse le più whitesnakiane del lotto, oppure l’hard rock con il piede sull’acceleratore di “Highspeed Chase”. Chi invece preferisce atmosfere più melodiche troverà irresistibili i cori di “You’re The Answer” e “Let it Ride”. Ottimo, davvero un gran disco con pochi fronzoli e tanta sostanza.

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