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Wild” è il ritorno al cinema di Jean-Marc Vallée e viene presentato al Torino Film Festival 2014 come film di chiusura.

Cheryl ha toccato il fondo e ha bisogno di un’esperienza estrema che la metta faccia a faccia con se stessa, ha bisogno di ritrovarsi per poter ristabilire un ordine in una vita, la sua, che sta andando alla deriva; si mette quindi in cammino lungo le 1100 miglia del Pacific Crest Trail, che va dal Messico al Canada.

Lungo la strada riaffiorano pezzi del passato di Cheryl, un padre violento, un rapporto di amore e odio con una madre che morirà improvvisamente di cancro, un matrimonio mandato all’aria da sesso occasionale ed eroina.

Con l’incedere del film scivoliamo lentamente, e con la maestria di uno sceneggiatore eccezionale quale è Nick Hornby, nel profondo della vita di Cheryl, attraverso i suoi ricordi, le canzoni e i libri che l’hanno ispirata e gli incontri che l’accompagnano lungo il suo viaggio di (ri)formazione.

Dopo “C.R.A.Z.Y.”, dopo “Café de Flore” e dopo “Dallas Buyers Club”, Jean Marc Vallée ci regala un nuovo film di introspezione dell’umano, questa volta tutto al femminile con Reese Witherspoon che, come l’enorme zaino che si trascina dietro, regge il film interamente sulle sue spalle, regalandoci una delle sue migliori performance di sempre.

Il film è stato fortemente voluto dalla Witherspoon che ne è produttrice oltre che interprete, ed è tratto da tratto da “Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail“, autobiografia di Cheryl Strayed, che racconta la sua storia di autodistruzione e rinascita nella metà degli anni 90.

“Wild” è un’opera dai toni semplici ma di una potenza dirompente, con una direzione degli attori e della macchina da presa eccezionale, un film che si attacca al nostro bagaglio umano rimanendoci dentro, insomma, il solito bellissimo film di Jean-Marc Vallée.

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