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  • Wildbirds & Peacedrums: Rhythm

    The Leaf Label Ltd / none

    Data di uscita: 03-11-2014

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Che la Svezia – e la penisola scandinava, e i paesi nordici in generale – custodissero alcuni tra i fenomeni musicali più interessanti e originali della scena pop-rock e folk europea e mondiale già lo sapevamo. Gli islandesi Björk e Sigur Rós e la coppia (nel senso di marito e moglie) svedese formata da Kristian e Amanda Mattson, aka The Tallest Man On Earth e Idiot Wind, sono soltanto i primi esempi che mi sovvengono dei tanti fiori del deserto di ghiaccio del Nord.

In questo caso parliamo invece di un’altra coppia, anch’essa svedese: quella composta da Mariam Wallentin e Andreas Werliin, i quali però, diversamente dai sopracitati Mattson, oltre a condividere letto e dimora sono anche cointestatari di un progetto musicale, Wildbirds & Peacedrums, nato sei anni fa e giunto oggi, con l’album “Rhythm”, alla sua quarta tappa.

Già il titolo, di per sé, la dice lunga sulla direzione presa in questo disco: una direzione primitiva e minimale, che sfronda la musica così come siamo abituati a sentirla praticamente di qualsiasi altro elemento che non sia quello ritmico, o che non abbia con il ritmo strettamente a che fare. E quindi qualche basso qua e là, giusto per accompagnare talvolta alcuni passaggi, qualche residuo armonico in “Soft Wind, Soft Death” (uno dei pezzi migliori, secondo me) e poco, pochissimo altro, oltre alle voci e alle percussioni che costituiscono la vera anima dell’album.

Devo dire la verità: sarà che Mariam e Andreas sono due tipi davvero in gamba, che con i suoni ci sanno fare sul serio, o sarà che la loro intesa privata dà ottimi frutti anche sul piano professionale, ma i nove brani che compongono la tracklist di “Rhythm”, pur basati su di un’idea di fondo simile, suonano tra loro diversissimi e forti della loro propria singolare identità, persino alle orecchie profane di chi, come me, è abituato a un tipo di musica del tutto diverso.

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Contro

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