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  • Will Haven: El Diablo

    Will Haven

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Un concept affascinante e intransigente

Spero che questa recensione serva a qualcuno e, se no, sarà servita a me; spero che quelli che la leggeranno non penseranno tutti: “Che palle! Io i Will Haven li conosco da una vita e sto qui salta fuori con una recensione di un cd di 4 anni fa…”, ma spero invece di poter far conoscere a qualcuno (sprovveduto come me fino a poco tempo fa), un disco importantissimo per quello che è ora il metal moderno. Di solito le recensioni dei cd si fanno su cd nuovi, sulle cose che escono e che sono o meno da comprare; per una volta (ma speriamo non sia l’ultima) vorrei fare una recensione su un disco ormai vecchio per il “music businnes”, ma che merita ancora di essere riscoperto tra gli scaffali del vostro negozio di fiducia. È difficile dare una classificazione ai Will Haven: fanno hardcore? Fanno noise? Quello che conta è che lo fanno bene, lo fanno con passione, con sudore e con lacrime e ci confezionano, o confezionarono come preferite, un cd pieno di rabbia, di suoni stridenti, di urla desolate e angosciate. Il “mood” di quest’album è davvero da crisi depressiva, i toni sono sempre cupissimi, anzi grigi è forse il termine esatto e grigio è anche il colore che si materializzerà davanti ai vostri occhi mentre ascolterete questo cd. I suoni deraglianti del basso vi entreranno nel più intimo della vostra mente e non vi lasceranno più, mentre la batteria vi stordirà con il suo incedere ipnotico. Difficile esprimere un giudizio sulle singole canzoni, tutte molto simili tra loro nelle sonorità; io lo vedo più come un concept musicale, una terapia d’urto che metterà a dura prova i vostri nervi. Un disco sicuramente non facile da digerire, ma per questo molto affascinante per la ricerca continua di atmosfere disturbanti e gonfie di dolore. Da avere.

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