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  • William Patrick Corgan: Ogilala

    BMG / Believe

    Data di uscita: 13-10-2017

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Dimenticate la grinta dei vecchi Smashing Pumpkins e la spensieratezza degli Zwan. Ma soprattutto dimenticate la mediocrità di “TheFutureEmbrace”, primo disco solista di Billy Corgan uscito nel 2005. Ben 12 anni dopo l’esordio solista, e dopo aver ripreso l’attività con gli Smashing Pumpkins, il buon Billy ha confezionato un piccolo gioiello firmandosi col nome completo di William Patrick Corgan. “Ogilala” è il secondo figlio di Corgan, uscito lo scorso 13 ottobre in cui si sente in maniera pesante (in senso positivo) la mano della produzione di Rick Rubin (tra i tanti sotto la sua ala protettiva ricordiamo Red Hot Chili Peppers, System Of A Down e Audioslave).

Già dall’apertura con “Zowie”, breve brano piano-voce, si capisce come qui Corgan abbia cercato una via estremamente più intimistica e minimale. E con tutti i brani seguenti, ce n’è la conferma. “Processional”, introdotta da una semplicissima chitarra acustica, così come “The Spaniards” (contraddistinta da un interessantissimo controtempo) ci danno la conferma che a Billy, almeno per il momento, non interessano più chitarre elettriche, basso e batteria. Anzi, iniziano ad essere protagonisti gli archi, soprattutto nelle dolcissime “Aeronaut” e “Half-Life Of An Autodact”, archi che da metà disco in poi sono sempre più presenti.

Ok, non è un disco che passerà alla storia. Ok, Billy Corgan ci ha abituato a ben altre sonorità. Ma qui, a 50 anni, ha deciso di provare una via nuova, minimale, essenziale, molto semplice e diretta. Sarà innamorato, sarà sotto effetto di film con Hugh Grant e Julia Roberts, sarà semplicemente stato in vena di comporre un disco semplice, senza troppi fronzoli e ricami sonori. Va bene qualsiasi delle tre ipotesi, l’importante è che abbia dato alle stampe un disco così.

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Contro

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