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Willie Peyote | Concerto del Primo Maggio 2018: “Se non sai una cosa, stai zitto e impara!”

Willie Peyote è indubbiamente uno degli artisti più acclamati della scena musicale indipendente italiana. Non a caso la sua performance sul palco del Concerto Del Primo Maggio è stata una di quelle più apprezzate di tutta la rassegna. Abbiamo intercettato il rapper piemontese pochi istanti prima del suo set, composto dai brani “I Cani”, “Primo Maggio” e “Io non sono razzista ma…”.

Ciao Willie, quest’anno il tema del Concerto è incentrato sulla sicurezza e sulla salute nel mondo del lavoro. Cosa ne pensi a riguardo?

Se ne parla sempre troppo poco. È davvero assurdo che una persona esca dalla propria casa per andare a lavorare e non torni più…

Hai un ricordo che ti lega al Concertone?

Non ho un ricordo relativo al concerto. Il Primo Maggio mi ricorda mio nonno che si sposò proprio in questo giorno per non perdere ore di lavoro. Lui era profondamente sabaudo e mi ha trasmesso decisamente questa etica. Non è importante che lavoro fai ma come ti poni nei confornti del lavoro, prendendo sul serio quello che si fa e non chi si è.

Con quale artista presente nella line up ti piacerebbe collaborare?

Con Frah Quintale che sta cantando in questo momento [si stava esibendo con "8 milardi di persone"] mi piacerebbe molto.

Il primo brano del tuo disco “Sindrome di Tourette” si apre con “Avanvera”, in cui manifesti una certa insofferenza versola gente che fondamentalmente non sa di cosa sta parlando. Che messaggio senti di portare quest’anno sul palco del concertone?

Praticamente lo stesso! Se non si conosce un argomento sarebbe meglio ascoltare chi ne sa e stare zitti. Vale per tutto, dalla politica ai vaccini eccetera. Se non sai una cosa, stai zitto e impara!

Che progetti hai per il futuro?

In realtà le solite cose. Quest’estate voglio fare tanti concerti.

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