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  • Within Temptation: The Silent Force Tour

    Within Temptation

    Data di uscita: 22-08-2005

    Loudvision:
    Lettori:

Spettacolare band d’impatto live

Sono passati quattro anni dalla precedente uscita DVD dei Within Temptation, intitolata coerentemente “Mother Earth Tour”. Adesso, i palchi si sono ingranditi, il pubblico è aumentato, i Within Temptation sono una realtà quasi mainstream. Con la dovuta super produzione audio e video, questo doppio DVD minimizza il precedente ed, allo stesso tempo, garantisce lo stato dell’arte dell’intera carriera degli olandesi. La portata del materiale è antologica: tre concerti nel primo DVD, o sarebbe meglio dire, il maxi-concerto alle Java Island con straordinaria partecipazione del growler dei conterranei Orphanage, e due mini-apparizioni di tre brani in Finlandia ed in Belgio; inoltre, sono presenti i video dei tre singoli tratti da “The Silent Force”. Una serie di speciali for-fans-only nel secondo DVD, tra backstage, cronache dai tour dal 2003 al 2005 (catalogati per anno!), making of dell’album e dei video, impressioni ed interviste, documentari su due particolari esibizioni negli “Extra”, curiosi aneddoti ed errori durante la vita on stage ed off stage, ed i consueti crediti e “Photogallery”. C’è tutto. Tutto quello che anche l’ultras vorrebbe vedere e spulciare almeno una volta.
Partiamo dal concerto delle Java Islands, leit motif di questo DVD. Sono presenti ben diciotto brani per coprire adeguatamente l’intera discografia, novanta minuti di precisione strumentistica ineccepibile, d’una Sharon impeccabile dall’inizio ai saluti al pubblico, di giochi pirotecnici e scenografie mastodontiche a giustificare il prezzo di qualunque biglietto. Si tratta certamente della data a cui qualsiasi fan dei Within Temptation avrebbe voluto assistere. Ad aprire, come di consueto, “Deceiver Of Fools” ottima per caricare il pubblico d’aspettative, che dall’intera performance si riveleranno benissimo riposte. Nessun cavallo di battaglia viene lasciato nelle scuderie: prima parte interamente dedicata all’esecuzione live dell’ultimo album, che benché renda magistralmente, nulla ha a che vedere con la seconda metà del concerto, che omaggia “Enter”, “The Dance EP” e “Mother Earth”. Se è infatti vero che singoli come “Stand My Ground” ed “Angels” posseggono molto più carisma pop-rock on stage, altrettanto vero è che brani quali “Mother Earth”, “Caged”, “Candles”, “The Other Half (Of Me)”, e la conclusiva “Ice Queen” sono assolutamente impareggiabili in pathos, espressività canora ed impatto sonoro.[PAGEBREAK]Ne è dimostrazione anche il modo in cui la band è presa durante l’esecuzione dei loro immortali anthems, così come la maggiore attenzione ai dettagli scenografici (in “Caged”, troviamo addirittura Sharon rinchiusa dentro una voliera altalenante). Per quanto concerne le due mini-esibizioni, si può confermare che lo stato di forma non è un caso isolato, ma che, anzi, la band conferma preparazione e professionalità, anche laddove non siano gli unici a calpestare il palco, e quindi meno supportati dal contorno scenografico. Passando invece ai video, si nota l’ovvio sfruttare l’immagine femminile caricata di purezza di Sharon, ed una produzione video decisamente professionale. Ma è difficile tacere quanto proprio il primo singolo “Stand My Ground” strizzi l’occhio a “Bring Me To Life”: se già musicalmente poteva dare quest’impressione, gli olandesi sembrano quasi giocarci nel videoclip. È chiaro che qualitativamente parlando, sia a livello di cantante (anzi, soprattutto), sia a livello di band, i Within Temptation vincono per knock-out alla seconda ripresa. Come è vero che, pur essendo un gruppo con una front-woman spettacolare, in passato non avevano niente a che vedere con i generi di Amy Lee & Co. Sono in dubbio se la band ci stia giocando, contemporaneamente alla svolta mainstream; ma pure cogliendo l’eventuale ironia, il risultato fa rimanere perplessi.
Il secondo disco si dimostra più diluito nei contenuti, polposo soltanto per i più accaniti, e dannatamente in olandese (benché sottotitolato in tutte le lingue europee, italiano a parte). Nei documentari Sharon si mostra poco, e vedrete più che altro tutti i trucchi dei membri della band per mantenersi in forma. Curiosi sono i “bloopers”, in uno dei quali un intervistatore non riesce ad andare oltre alla prima domanda, colto da un’isterica forma di delirium ridens. In un altro, fondamentale per il presente della band, il chitarrista Robert salva una Sharon in preda all’headbanging da combustione sicura, portandola via dal punto in cui stava per accendersi una fiammata conclusiva al limitare del palco.
Curiosità a parte, è oggettivo che i Within Temptation, quando si tratta del loro mestiere, sono inappuntabili. Che vi piaccia o no il repertorio di “The Silent Force”, l’esibizione è quantomeno spettacolare. Ed è questo, ciò che valutiamo, non l’album, fortunatamente…

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