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  • Work Of Art: Artwork

    Work Of Art

    Data di uscita: 22-02-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Aor? AOR!

La leggenda narra che la nostrana Frontiers abbia intuito il potenziale intrinseco di questo trio svedese ed abbia quindi deciso di accoglierli nel proprio roster grazie alla qualità dei brani ascoltabili in streaming sulla loro pagina My Space, brani che per la verità devono avere ben impressionato anche parecchi AOR-fans, vista la febbrile attesa nei confronti del disco d’esordio che si può percepire spulciando qua e là in rete tra i vari forum dedicati al rock melodico.
L’attesa a quanto pare non è stata vana. Con “Artwork” la band consegna infatti ai propri estimatori un gran bel disco di classico AOR, non particolarmente innovativo ma comunque apprezzabile per l’accuratezza riposta nel proporre nel 2007 gli stilemi di un sound appartenente ad un passato quasi remoto: gli anni ’80 saranno anche lontani anni luce, ma considerato quanto conservativo sia il fruitore medio di rock melodico, queste rievocazioni dei bei tempi che furono non assumono una connotazione negativa, e finiscono anzi per conferire maggiore appetibilità al prodotto finito.
Premesso questo, ed assodato il fatto che i tre Work Of Art devono aver speso gli ultimi tre lustri a pane e Toto, non risulterà difficile inquadrare l’album nell’ambito di un tipico AOR di matrice west-coast di cui Lukather e soci sono (giustamente) ritenuti i padri putativi. La band decide di aprire il disco sparando la propria migliore cartuccia: “Why Do I” manderà in sollucchero gli amanti del genere, che godranno come ricci riempiendosi le orecchie con il suo ritornello assassino, le sue melodie cristalline e le sue bordate di tastiera. Uno dei migliori pezzi che il genere abbia partorito negli ultimi anni – peccato che gli altri undici brani di cui si compone il disco difficilmente riescano a reggerne il confronto. “Maria” e “Camelia” suonano talmente “by the book” che potrebbero essere state scritte subito dopo aver mandato a memoria il manuale del piccolo melodic-rocker. Nel suo complesso l’album scorre via sui livelli medio-alti, impreziositi dall’efficace lavoro di produzione a cura del cantante/tastierista Lars Safsund, e raggiunge un altro apice con “Lost Without Your Love”, di cui segnaliamo i deliziosi impasti vocali.
Compositivamente parlando i Work of Art non hanno voluto prendersi grandi rischi, ma occorre riconoscere alla band che pubblicare nel 2008 un disco di questo tipo, equivale di per sé ad assumersi un rischio che altri avrebbero evitato. E di questo gliene rendiamo merito.

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