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World’s End Girlfriend: Mica tanto idioti

Katsuhiko Maeda, in arte World’s End Girlfriend, è da poco reduce dall’uscita dell’ultimo suo lavoro intitolato “Seven Idiots”.
Dato che a noi non pareva così idiota come persona, abbiamo voluto intervistarlo per appurare il nostro credo.
Sentite un po’.

Innanzitutto, perché hai scelto questa firma per l’ensemble che rappresenti?
Non so dirti nel complesso, ma in parte “world’s end” significa l’evento più grande che possa succedere al mondo, e “girlfriend” è la cosa che più ti sta vicina al cuore, come fosse un essere umano totalmente diverso.
Il mio suono è simile a qualcosa che è stato creato quando tali due formule si sono avvicinate per divenirne una sola.

Sappiamo che hai utilizzato altri nomi quali Wonderland Falling Yesterday e World’s End Boyfriend. C’è una qualche connessione tra loro?
Il mondo che disegno con la mia musica è uno ed unico, anche se sta sotto a denominazioni diverse.
D’altro canto, vi intercorrono differenze: “wonderland falling yesterday” ha molti punti di vista per strutturare il mio cosmo, mentre in una microprospettiva si cela l’autoironia di “world’s end boyfriend”. “world’s end girlfriend” è per gli ascoltatori che reagiscono soltanto alla “tristezza”, che è semplicemente parte della musica; provo a metterli fuori dal loro equilibrio.

Parlando nel dettaglio di Katsuhiko Maeda, da dove nacque la passione per la musica, a parte l’influenza del padre?
Mi piacerebbe dire che le mie influenze musicali provengono dall’ascolto dei dischi di mio padre senza che avessi il permesso effettivo di ascoltarli, piuttosto che parlare di una vera influenza paterna. Quando avevo dieci anni, ero alquanto interessato alla famosa “Sinfonia n.o 5″ di Beethoven, che sentii dal vinile di mio padre. Ero così appassionato di quella composizione, di come andasse la melodia, che dopo tale esperienza fui commosso dalla medesima, dal modo in cui s’insinua e dai poteri dei suoni, e volli iniziare a fare musica.

Quali compositori scegliesti come ispirazione per le tue composizioni personali?
Non m’imbatto mai in compositori quando creo la mia musica. Sono chiuso profondamente nel mio mondo. Certamente il mio cosmo armonico è fondato su molti artisti del passato. Su questo non v’è alcun dubbio.

Potresti mai considerarti un moderno Mozart?

No, posseggo abbastanza talento musicale per dire di non averne tanto da paragonarmi a lui.

Quali altri generi preferisci oltre alla musica classica?
Non ho dei generi specifici. Prendo spunto da compositori e canzoni. Di recente mi piace gustare Bach e il pop degli anni Sessanta.

Puoi nominare alcune delle band che appartengono alla musica di questi giorni e che apprezzi?

Naruyoshi Kikuchi Et Pepe Totmento Azucarar, Antony And The Johnsons, Clark, Gato Barbieri, El Guincho, Adebisi Shank, Beirut e SalyuxSalyu.

Il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone ultimamente hanno scosso il mondo in lungo e in largo. Che cosa pensi di siffatto tragico evento?
Vorrei esprimere la mia più grande empatia e le mie condoglianze a tutti coloro che sono rimasti segnati dall’episodio. Dal momento che affrontiamo queste grandi difficoltà, è tempo per riflettere e credo che stiamo recuperando un senso di contatto spirituale con l’umanità e la Terra, cose che sembravano essere state oscurate dall’oblìo negli ultimi decenni.
Dopo la contemplazione, penso che troveremo una soluzione per ricostruire tutto nel più bel modo possibile.

Credi che ciò potrà in qualche maniera cambiare il tuo approccio nei confronti della musica e della vita in generale?
Le mie considerazioni sulla vita e sulla musica non cambieranno. La mia musica sarà più bella e crescerà in forza.

Sei d’accordo con coloro che proclamano l’energia nucleare come la risorsa maggiormente adatta da sfruttare?

Sono contrario alle piante del potere nucleare. Penso che le persone che le considerano la migliore forma di energia siano le stesse persone che richiedono energia in modo anomalo per le loro “normali vite di tutti i giorni”. Cosa che è totalmente anormale.
Per quanto riguarda l’incidente nucleare in sé, è ciò da cui dobbiamo riprenderci dopo averne stupidamente gioito in passato.

Grazie per il contributo.

Insomma, se pure un giapponese s’incazza, ci sarà un motivo.

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