Home > Recensioni > World’s End Girlfriend: Seven Idiots

Dante, ma che tu fai?

Katsuhiko Maeda viene da Nagasaki ed è un po’ suonato. Nel senso positivo, s’intende.
Del resto, chi non lo sarebbe se avesse iniziato a comporre all’età di anni dodici ispirandosi alla musica classica osannata dal padre? Eh.

Ad ogni modo, “Seven Idiots” è il decimo lavoro del giapponese, strafatto di elettronica e post-rock moderno. La cosa interessante è che si tratta di un percorso dantesco, diviso nei tre momenti di Inferno, Purgatorio e Paradiso, mescolati un po’ per confondere le idee ai letterati. Tredici frammenti di un’opera rivisitata in chiave musicale psichedelica, nel significato primordiale della parola: qualcosa in grado di scoperchiare l’anima e di mostrarne ogni minima sfaccettatura.
Anche la più spaventosa.

Ciò che garberebbe molto anche all’Alighieri è l’uso fedele che il compositore fa dei personaggi e dei luoghi che tassellano il poema. Ulisse in “Ulysses Gazer”, Catone sulla spiaggia di “Bohemian Purgatory pt. 1, 2, 3″, il regno di Lucifero in “The Offering Inferno”- un pezzo micidiale dal punto di vista emotivo poiché creato con urla strazianti estrapolate da episodi realmente accaduti.

Pro

Contro

Scroll To Top