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Wrongonyou presenta il suo nuovo album “Sono io”

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Da Grottaferrata al palco del Festival Di Sanremo c’è una storia lunga e ricchissima, fatta di incontri, viaggi e occasioni da non perdere. Negli ultimi cinque anni Wrongonyou, quasi in controtendenza con quello che succede oggi, è stato protagonista della vecchia e buona sana gavetta. Dopo essere stato notato, in un racconto che sembra quasi di fantasia, da un Professore di Sound Technology della mitica Università di Oxford, il cammino dell’artista ha preso infatti sempre più forma, grazie a un imprinting minimale d’ispirazione folk avvolgente e ipnotico, tanto da portarlo sui palcoscenici più importanti del mondo come l’Europa Vox (Francia), l’Eurosonic Noorderslag (Olanda), il Primavera Sound (Spagna) e il South by Southwest festival (Texas, Stati Uniti).

Poi, nel 2019, la svolta. Il passaggio alla lingua italiana sancito con “Milano parla piano“, disco nato dopo il trasferimento nel capoluogo lombardo che ha proiettato il cantautore all’inizio di un nuovo percorso, culminato con la prossima partecipazione alla Settantunesima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Lezioni di volo“, in gara nella categoria “Nuove proposte” e inserito in “Sono io“, terzo album di inediti fuori il 12 marzo 2021 per Carosello Records. Il musicista ha presentato alla stampa la sua nuova creazione nel pomeriggio di venerdì 19 febbraio, dodici giorni prima del debutto al Teatro Ariston.

Ci troviamo alla Santeria di Milano, locale dove ho fatto proprio l’ultimo mio concerto un anno fa ha detto WrongonyouSono molto emozionato di andare a Sanremo, è bello perché non siamo davanti a una decisione oneshot ma ad uno dei tanti punti su cui si è fermato il nostro aeroplanino di carta. Sono io è un disco personale scritto in quarantena, situazione che mi ha fatto riprendere la musica come agli inizi, riuscendola ad usare come arma di sfogo. Ho solo pensato: Marco devi fà un disco per te come piace a te“.

Un lavoro dunque nato a Roma e non a Milano come la fatica precedente che non ha risentito della paura della chiusura, soprattutto per una personalità come la sua sempre a contatto con il mondo esterno: “Posso dire di essere un artista che si geolocalizza. All’inizio delle restrizioni ho avuto paura di rimanere bloccato a Milano; fortunatamente sono invece riuscito a tornare a casa mia, dove ho un giardino, fattore che in qualche modo mi ha tenuto in contatto con la natura“.

Nella riviera ligure Wrongonyou concorrerà tra le “Nuove Proposte”, proprio in un’edizione dove il confine tra le due categorie è più labile che mai: “Sicuramente un grande allenamento, il punto è che sono un grande sostenitore della gavetta: il palco è quello, la pressione è quella. In modo banale può esserci meno attenzione da parte del grande pubblico verso le nuove proposte ma ciò che prova l’artista è identico. Considerato il protocollo staremo in una bolla, io sono una persona molto fisica, il contatto umano mi manca moltissimo, salteranno quindi le classiche cene, le interviste dal vivo, gli spostamenti; ma siamo organizzati e al passo con i tempi.

Proprio a ridosso della Kermesse l’artista pubblicherà una cover di “Luce (Tramonti a Nord Est)“, capolavoro festivaliero di Elisa che ha trionfato nel 2001: “All’epoca avevo dieci anni. Sarà una versione molto Wrongonyou: è un testo in italiano dove si riesce a incastrare bene la natura, spiegata in modo poetico e chiaro. La eseguirò nella stessa tonalità“. Proprio la voce è il filo conduttore per eccellenza del nuovo album, dove è presente anche un uso importante del vocoder: “Mi piace utilizzarlo per enfatizzare quello che dico, però in realtà nel disco ce n’è meno della metà di quello che avevo previsto, è stato tutto asciugato perché si correva il rischio di coprire troppo la voce. Mi piace moltissimo usarlo, per me è come una firma stilistica“.

Nel corso delle otto tracce spazio anche all’autoironia di “Nada” (“Parla proprio del mio essere imbranato con le donne“) e per il ricordo di “Nonno Bruno“, toccante pezzo di chiusura: “La persona più importante della mia vita, è stato come un papà; questo brano l’avevo scritto anni fa ma non ero pronto a farlo uscire. Dentro ci sono i ricordi più belli e spensierati che ho condiviso con lui: dal perizoma della Ferilli per la festa dello scudetto della Roma a Jonny Fontana che lui amava tantissimo. Oggi gli chiederei: com’è il mondo senza terra sotto i piedi? È sempre stata una persona un po’ scorbutica ma con con me c’è stato un rapporto quasi di seconda paternità. Se n’è andato il giorno del mio compleanno“.

Prima dell’uscita del nuovo progetto però il cantante dovrà affrontare la gara, tra ansia e una strana (e divertente) paura: “Arrivo all’Ariston con tanta gratitudine; c’è emozione, la solita ansietta e una perenne fobia: quella di inciampare di faccia sulla spia del palco“.

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