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Xela: Ci scappa del Rock!

“Ci scappa del rock!”, diceva Jack Black in “School of rock”. E qui in Italia? Scapperà ancora a qualcuno? Ebbene, noi di Loudvision, da sempre favorevoli all’incontinenza artistica, siamo andati a conoscere una giovane band a cui potrebbe scappare, band che il 23 ottobre dell’anno corrente ha debuttato con l’album “Venere Di Cenere”: gli Xela.

Iniziamo con una domanda di rito, per rompere il ghiaccio ed iniziare a conoscere questo giovane gruppo: come nascono gli Xela e da quali influenze?
Gli Xela nascono circa 3 anni fa. L’incontro è avvenuto in un locale di Varese durante una jam session. Io e Alessio suonavamo già assieme in un’altra band e così anche Luciano e Fiamma. Ci siamo trovati sul palco ad improvvisare musica ed è nato subito un forte feeling.
Da lì il passaggio in sala prove è stato breve.
Ognuno di noi ha un background musicale differente, Alessio, per esempio, è il più “metallaro” mentre Luciano adora il pop. Tutti amiamo band come Incubus, Red Hot Chili Peppers, ma anche artisti come Michael Jackson e Sting. Fiamma ascolta molto Porcupine Tree e Raf, mentre io impazzisco per Stevie Wonder. Possiamo quindi dire che il nostro stile è l’unione di queste influenze musicali.

La musica rock italiana rappresenta ormai quasi una nicchia e, per certi versi, la vostra, può apparire una scelta rischiosa. Nel gioco dei contrappesi, quanto conta la voglia di fare la propria musica rispetto alle esigenze di mercato?
Come hai sottolineato il rock in Italia è purtroppo considerato un genere di nicchia e ci sono tanti artisti che fanno ottima musica rock e rimangono nell’ombra.
Noi abbiamo voluto rischiare, conosciamo i “contro” di questa scelta ma per noi è molto importante riuscire a comunicare con la nostra musica e i nostri testi, che siano commerciali o meno.

Partendo dall’indubbia base rock del vostro sound, quale pensate sia la migliore definizione per inquadrare la vostra musica?
All’interno dell’album “Venere di Cenere” ogni brano ha una sua ben specifica identità musicale; ci sono brani che abbracciano sfumature rock (“Alieno”), funk (“Come Ruggine”), punk (“Controtempo”) o pop (“Baciami”). Tutte però hanno una linea in comune che è quella del pop/rock.

Un batterista donna, modello White Stripes, oltre ad essere insolito, è una soluzione che mi ha sempre affascinato. Quali credi possano essere le principali differenze nell’interpretazione del ruolo rispetto ad un collega uomo?
Fiamma: Ti ringrazio per questa domanda perché mi dai finalmente la possibilità di spiegare il mio pensiero a riguardo. Io non trovo alcuna differenza fra il ruolo di batterista donna rispetto a quello del batterista uomo. Quali possono essere le differenze fra l’interpretazione di ruolo di una cantante o di un cantante?!? Le capacità che servono a un musicista in generale possono essere: creatività, precisione, tecnica, senso del ritmo, gusto, classe, suono ecc…. quali di queste qualità appartiene più all’uomo che alla donna (o viceversa)? Nessuna! Sicuramente la batteria è uno strumento più maschile perché richiede più energia, forza, ma molti generi musicali come il pop, il jazz, il pop-rock, non credo che necessitino di questa grande prestanza fisica! e aggiungerei… da quanto tempo la donna non è più considerata il sesso debole? Essere una donna dietro la batteria è insolito perché siamo ancora in minoranza purtroppo, quindi ci guadagniamo in immagine e basta! per il resto non ci sono differenze.

Nelle vostre canzoni i testi costituiscono una componente importante e ricercata. Nella stesura dei brani la musica è stata adattata ai testi o, viceversa, i testi sono stati modellati su un impianto musicale preesistente?
Ogni brano nasce prima nella parte musicale e poi in quella del testo. Inizialmente è la trasformazione in musica di un’emozione istintiva e personale, poi questa sensazione viene in un certo senso razionalizzata e tramutata in testo.

Chiediti cosa puoi dare al mercato. Chiediti cosa il mercato vuole da te“. A quale di queste due osservazioni vi sentiti più vicini?
Probabilmente alla prima. Crediamo di poter dare qualcosa al mercato, che molto spesso risulta essere troppo rigido e fermo sulle proprie regole.

L’impatto con il vostro sito internet è stato subito positivo. Quale ruolo pensate possano giocare i nuovi canali di diffusione della musica, vista la crisi delle vendite dei dischi?
Oggi internet gioca un ruolo fondamentale per la promozione di un progetto. Penso sia importante promuovere la propria musica attraverso questo canale. Fortunatamente i giovani sono molto attivi nella ricerca di musica nuova da poter ascoltare per soddisfare i propri gusti senza essere troppo condizionati dai media e dalle loro proposte. [PAGEBREAK]

Ultimamente in televisione imperversano i talent show. Considerate questi programmi una opportunità in più per trasferirsi dal garage di casa ad un palcoscenico vero e proprio, oppure un fenomeno che comprime le occasioni e la visibilità “dell’altra musica”?
Entrambe le cose. Ci sono artisti molto validi che cercano di emergere e trovano in questi talent show un modo veloce per poterlo fare. È altrettanto vero che oggigiorno pare essere l’unico modo. Purtroppo le case discografiche sembrano essere interessate unicamente ad artisti che escono da questi talent show, in quanto godono di una già ampia popolarità, e trascurano il classico scouting nei locali o negli ambienti dove si fa musica.

Renato Pozzetto, nell’indimenticabile movie “Il Ragazzo di Campagna”, utilizzava una frase ricorrente: “Ho interessanti prospettive per il futuro!”. E delle vostre prospettive future, di grazia, cosa ci potete dire?
Nell’imminente, oltre ai vari showcase presso la Mondadori di Roma (20 Novembre) e Milano (27 Novembre), è previsto un tour invernale nei club. Il palco e il live sono per noi fondamentali e ci manca tantissimo il contatto con i fan. Ovviamente contiamo in futuro di lavorare a un secondo disco sempre con Giuliano Boursier, nostro produttore e in un certo senso quinto membro degli Xela.

Non possiamo ancora affermare con certezza che gli Xela siano pervasi dal sacro fuoco del rock, ma la Fiamma, quella sì, quella ce l’hanno!

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