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Nathan (Asa Butterfield) è il giovane protagonista di “X + Y”, l’opera prima dell’inglese Morgan Matthews presentata in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2014 nella sezione Alice nella Città: il ragazzino è autistico e da piccolo ha perso il padre in un incidente d’auto tanto stupido quanto inesorabile.

La madre Julie (Sally Hawkins), già scossa dalla consapevolezza dell’autismo del figlio, crolla quasi definitivamente. Ma la loro vita continua, e il timido e difficile Nathan dimostra un’intelligenza superiore a quella dei suoi coetanei, e una propensione e affinità all’astrattezza della matematica. Il cinico Mr. Humphreys (Rafe Spall), malato di SLA e sulla strada della depressione, lo prende sotto la sua ala fino a portarlo alle Olimpiadi Internazionali di Matematica.

Un film che già dal titolo, “X + Y“, inciampa (ma senza cadere) nella famigerata “formula dell’amore”: può un animo logico e razionale riportare le bizzarrie illogiche dell’amore a qualcosa di chiaro e inoppugnabile come una formula matematica? Ma tanti altri ingredienti intervengono a distogliere da questo filo conduttore che da solo apparirebbe secco, e alla fine la commozione arriva ed è benvenuta.

Fra questi ingredienti, i più efficaci sono i personaggi dell’insegnante interpretato da Rafe Spall (figlio di Timothy), zoppicante e cinico sulla vaga scia del Dr. House, e del capodelegazione alle olimpiadi (ruvido ma simpatico,gli dà corpo il camaleonte James Madsen), e soprattutto Sally Hawkins, tenera e impotente e sull’orlo di una crisi di nervi.

Poco più che accennati i compagni di Nathan durante il viaggio a Taipei, chiusi per due settimane in un college multietnico in attesa di competere per le selezioni alla finale delle Olimpiadi. Qui tutte le giovani e complicate personalità si schiudono e si confrontano l’un l’altra, in un racconto di formazione iperconcentrato che magari meritava l’attenzione dell’intero film. Struggente colonna sonora indie di Mearl (progetto musicale del compositore inglese Martin Phipps).

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