Home > Recensioni > Yann Tiersen: Skyline

La Francia vince tutto

Ci ricordiamo Yann Tiersen per “Dust Lane”, album in studio che il compositore francese aveva definito “un’esperienza a volte dolorosa, ma anche capace di donare gioia”; insomma, una roba grigia che però a guardare bene può colorarsi tutto d’un tratto.

“Skyline” sembra svolgere un ruolo decisivo nella carriera del polistrumentista: si chiude quasi completamente la parentesi del fantastico-sognante e si conferma di nuovo lo stampo pragmatico e realista. Ad accompagnarlo sono sempre gli archi, il pianoforte, il basso e la batteria che si carica man mano per strofinio (“The Gutter”), mentre le corde vocali diffondono le parole di cori perlopiù femminili.

“Giocare sul contrasto tra parti più elettriche e compatte contro sonorità più minimal” era l’obiettivo: ce l’ha fatta.

Lo zampino di Ken Thomas si fa avanti ancora una volta, non contento di aver lavorato affianco di M83, Sigur Rós e David Bowie. C’è da dire che Tiersen ha scelto come si deve, firmando un successo assicurato- e i fan maggiormente accaniti capiranno.
L’uso di sintetizzatori vintage rende chiara l’intenzione di rinnovarsi, quindi ottimo.

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Contro

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