Home > Recensioni > Yeah Yeah Yeahs: Fever To Tell

Onomatopee sessuali

Una garage band da New York di questi tempi non è certo una novità, ma le pulsioni sessuali con cui la voce di Karen O sospinge l’art punk di Brian Chase (batteria) e Nicolas Zinner (chitarra) porteranno più di un turbamento al vostro basso ventre. Da una parte la brutalità di Karen Crisis e dall’altra l’altezzosità di Gwen Stefani: con un paio di puntate su entrambi gli estremi e almeno sei pezzi che si reggono esclusivamente sulle sue onomatopee sessuali, Karen O è l’unica ragion d’essere del garage punk degli Yeah Yeah Yeahs. Finché tickticktickticktick e bambambambam… duhduh duhduh, “Fever To Tell” resta irresistibile e irrefrenabile, poi un paio di filler precedono “Maps”, la ballata dilatata e dai toni blues che introduce un mood decisamente diverso nell’ultima parte del disco e che ha introdotto gli YYY alla notorietà su vasta scala. Difficile aspettarsi dopo tanti proiettili rumorosi la compostezza e il calore degli ultimi pezzi, che comunque non falliscono e aggiungono un ulteriore colore alla precedentemente vivace ma scarna tavolozza dei nostri.

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