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Ma anche sì

Erano stati in piedi dal 1997 al 2008, per poi cadere e tornare alle origini soltanto due anni dopo.
Ryan Key e compagni arrivano però ben saldi sui propri piedi al traguardo del settimo album in studio, dimostrando che non bisogna essere per forza degli emo depressi per fare successo.

Dieci tracce in stile melodic hardcore, energiche e putenti, ove viene rivisitato il classico tema sentimentalistico dell’amore adolescenziale – insomma, non del tutto maturo -, fatto di fotografie da riguardare (“With You Around”), momenti d’instabilità (“Hang You Up”) e viaggi di formazione (“Life Of Leaving Home”).

Oltre alle chitarre che ringhiano, l’elemento principe è stranamente il violino, il quale, nella sua timidezza e passionalità, si strugge mescolandosi a dovere con la voce guida.

Per essere una band alla pari di Sum41 e New Found Glory, il quintetto di Jacksonville non se la cava per nulla male. In altre parole, la lagnosità e il finto punk non si percepiscono nemmeno di lontano, nonostante il genere sotto sotto sia quello.
Sarà una prova del raggiunto equilibrio, cosa che attirerà non solo i fan.

Pro

Contro

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