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  • Yggdrasil: Kvaellningsvindar Oever Nordroent

    Yggdrasil

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Non è aria fresca il vento del nord

Omonimi della ethno-folk band danese, al debutto ufficiale per Det Germanske Folket, i Yggdrasil propongono un folk-metal sbiadito e autoreferenziale, pronipote di almeno quindici anni di figliolanza malriuscita.
Il genere non è mai riuscito ad ingranare come previsto, non considerando esperimenti più blandi come il glorioso periodo degli Apocalyptica (che probabilmente devono gran parte del successo ai Metallica), ai quali in verità gli Yggdrasil si avvicinano ben poco, forieri di un’attitudine “pagan-viking” molto più cruda. I riferimenti sono Enslaved o Primordial, innervati di venature metalliche aspre ed evocative, il seme grezzo lasciato dai conterranei Dawn dieci anni or sono con dischi come “Slaughtersun”, per l’ennesima volta disseppellito e lucidato.
C’è poco da aggiungere, sono gli stessi ingredienti mescolati alla buona, sviolinate, growl e cantato femminile, cavalcate e pause intorno al focolare, il tutto grigio opaco, inconcludente, usa e getta.
Troppo poco per sollevarsi dalla mischia, troppo poco per lasciare il segno.

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