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Zack Snyder: Dalla pubblicità a Hollywood

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Zack Snyder nasce il primo marzo del 1966 nello Wisconsin, a Green Bay. Inizia a farsi le ossa dirigendo alcuni tra i videoclip più celebri del rocker Morrissey e numerosi spot pubblicitari (tra i più illustri protagonisti troviamo Michael Jordan e Lance Armstrong). Grazie all’ottima fattura dei suoi spot, il giovane Snyder si aggiudica per ben tre volte i Clio Awards: il più importante riconoscimento che premia la creatività nell’ambito del design e della pubblicità. Questi successi gli permettono di guadagnarsi una buona reputazione all’interno della cerchia dei più importanti produttori pubblicitari.
Nonostante il suo nome sia ormai celebre, durante gli anni novanta non firma nulla di rilevante, ma con l’avvento del nuovo millennio inizia definitivamente la sua carriera cinematografica. Nel 2004 firma il suo primo lungometraggio “L’alba dei morti viventi” il remake di “Zombi”, osannata pellicola del 1979, nonché capolavoro del padre di tutti i morti viventi: Gorge A. Romero. Il suo esordio dietro la macchina da presa presenta qualche lacuna da attribuirsi soprattutto alla gestione della storia e allo sviluppo del plot. La colpa di certe mancanze va sicuramente addossata all’inesperienza del regista, abituato a concentrare tutta la sua espressione artistica in pochi minuti, come negli spot pubblicitari o nei videoclip musicali. C’è comunque da riconoscere a Zack Snyder una buona capacità di creare tensione e di scandire il film con un ritmo incalzante. Infine, nota da non sottovalutare assolutamente, il grande coraggio di un regista agli esordi, che si cimenta con il rifacimento di una pellicola di culto donandogli nuova linfa vitale. Questa sua opera prima riscuote comunque un grande successo, raccogliendo persino il consenso degli amanti dell’originale.
Dopo essersi battezzato con il sangue putrido degli zombi, Snyder torna nelle sale nel 2006 con “300″, adattamento cinematografico della graphic novel di Frank Miller. La pellicola ricalca le vicende realmente accadute della battaglia delle Termopili attingendo alle testimonianze narrate dallo storico greco Erodoto. L’opera ottine un successo strepitoso affermando le doti narrative e registiche dell’ autore che si avvale anche di nuove tecnologie digitali creando così uno stile e un marchio di fabbrica originali.
La visione filmica del regista di Green Bay, denota una cura minuziosa dei dettagli e una buona capacità di composizione del quadro mista a un’eccellente capacità narrativa e a degli emozionanti ritmi serrati. Unendo così forma a sostanza.
Mentre “300″ era in post-produzione Zack Snyder si era già rimesso al lavoro di una nuova pellicola, “Watchman”, anche questa tratta da un’ omonima opera a fumetti, la quale narra di un gruppo di supereroi…senza superpoteri!

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