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La maniera degli Zao

Oggi la recensione la facciamo a colpi d’accetta, senza giri di parole ma tirando subito le somme: punto primo, qualsiasi ascoltatore del metalcore che si rispetti ha sicuramente già sentito parlare degli Zao, quartetto da Parkersburg, West Virginia, tra i padri fondatori del genere. Punto secondo, il christian metalcore esiste veramente: non è una novità, ma l’idea a distanza di anni ed anni ancora lascia un senso di stupore. Punto terzo, “Awake?” è il prodotto di professionisti, gente che ha le mani in pasta da molti anni e il risultato parla chiaro: il sound è ben collaudato, la valanga di distorsioni possiede una sua calibratura sonora, il martello batte sull’incudine nella maniera giusta.

Gli Zao di “Awake?” sono quindi un gruppo rimasto fedele alla propria linea produttiva e al proprio percorso musicale: la strada che hanno battuto per più di quindici anni è quella da cui evidentemente non vogliono discostarsi ed il risultato ne risente nel bene e nel male. “Awake?” è contemporaneamente prodotto di qualità e di maniera, aurea sì, ma comunque sempre una maniera. Contribuisce a questo la maggiore linearità dei pezzi, che rivela l’intenzione di concentrarsi maggiormente sul rafforzamento del suono a scapito di una composizione più creativa.

“Awake?” giunge dunque a rinfoltire più che a rinnovare l’ampia discografia del gruppo, classificandosi come opera interessante nel suo genere ma di pretese non grandissime. Un po’ di fosforo in più sarebbe stato gradito.

Usar il termine “granitico” per definire il sound degli Zao può risultare scientificamente appropriato. Mamma Wikipedia insegna infatti che il granito altro non è che una roccia formata dal lento sedimentarsi e raffreddarsi di un magma. “Awake?” è parimenti il risultato di un certo raffreddamento di impulsi creativi e della sedimentazione di una determinata maniera di suonare, che va a generare un disco duro, di grande potenza sonora, ma che non riesce a dar molte suggestioni. Musica e geologia, chi l’avrebbe mai detto.

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