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    Zaz

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Jazz e fiorellini

“Zaz” è un album che, in massima parte, è da biciclettata in primavera. I pezzi sono per lo più scanzonati e gioiosi, anche se il CD non manca di canzoni più intimistiche. Il genere è jazz swing, con cadenze gitane, e uso per lo più di strumentazione acustica e, in alcuni brani, anche la tromba con la sordina e ovviamente, grande utilizzo di spatole sulla batteria.
“Les Passants” è allegra e scandita dal contrabbasso con la voce che si alterna a mini arrangiamenti di pianoforte. Una vera passeggiata musicale. “Le Long De La Route” si apre con un arpeggio e poi acquista velocità grazie alla sezione ritmica saltellante e precisa. “La Fée” è retro e anch’essa presenta interessanti arrangiamenti di contrabbasso.

Altro si dica per i pezzi lenti, “La Fée” o “Port Coton”: Zaz ha una grande voce e spicca, gli arrangiamenti non contrastano mai la voce, ma le fanno da ottimo contorno. Però le ballate sono poco coinvolgenti. Probabilmente il segreto è che sulle ballate Zaz è più vicina alla chanson cui si ispira, mentre i pezzi veloci e scanditi sono più autentici e perciò più veri e freschi. Tra le più divertenti c’è però “Prend Garde A’ Ta Langue”, uno swing classico, con Zaz intenta a gorgheggiare in modo più divertito che virtuosistico (si veda anche la linea di voce anche in “Ni Oui Non”). Zaz non cambierà la canzone francese, ma è una mezz’ora ben persa, e fa sorridere.

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Contro

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