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Zero Portrait: “Pulp” il nuovo album brano per brano

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Pulp. Sostanza, il nucleo portante del quotidiano e della sua energia umana… disamina sonora che si annida dentro un esordio firmato da Zero Portrait per Antistandard Records. Producer di stanza a Roma, portavoce di un collettivo in cui la contaminazione è la radice prima di ogni sua elaborazione artistica, Zero Portrait da voce a questo lavoro strumentale in cui cerca di fotografare la vera essenza dell’uomo, del suo esistere assieme… suono metropolitano che spazia dentro percorsi digitali, da stilemi africani fin dentro il bit di gusto quasi berlinese senza tralasciare evidenti radici di grandi classici. Unico brano cantato è “Fauna” di cui troviamo il video ufficiale e che lascia alla voce del rapper Agronomist: appunto la fauna, la periferia e i luoghi a margine dove sembra provenire la vera energia pulsante, lontana dalla maschere di marketing del nuovo mondo digitale che stiamo vivendo.

Zero Portrait, “Pulp” brano per brano

W.A.N.F.A. (WeAreNotFriendsAnymore)

Traccia di esordio EP che dichiara la fine di un rapporto, la fine dell’amicizia intesa come contatto in archivio. La tensione e e la drammaticità del coro vengono spezzati dalla tribalitá dell’antico. Traccia prodotta da un ossessivo digging nei mercati indipendenti di Roma Est.

Fauna – feat. Agronomist

Il manifesto dell’Ep, la base era nata da un’altra storia che attingeva a dimensioni noir anni 50. Io e Agro ci siam conosciuti un anno prima che iniziassimo a collaborare, infatti entrambi veniamo da esperienze diverse e conoscendo l’ambiente musicale eravamo dubbiosi se iniziare una collaborazione, perché per esperienza di entrambi queste cose possono rovinare i rapporti. Quando ho chiesto di cantare su un mio brano é stata connessione immediata. Il brano prima di chiamarsi “Fauna” era intitolato “Piazza Vittorio” (che per quei pochi che non lo sapessero è la piazza di riferimento del quartiere Esquilino, che é il quartiere cinese presente al centro di Roma) Agro, pur non sapendo il titolo, esordisce con il suo viaggio con “ne godo a Piazza Vittorio”, quindi la connessione c’era inconscia ed è stata fatta canzone. “Fauna” é il manifesto del nostro intento artistico: parlare di un certo malessere come la depressione e l’emarginazione sociale e social, ma farlo come di una condizione e in quanto tale superabile e condivisibile.

Moroccan Sun

Traccia nata d’estate quando tutti erano andati al mare e sono rimasto in città , il bisogno delle radici mediterranee mi ha fatto riflettere a tutti quelli che non possono raggiungere posti lontani che sono casa e che fanno di casa il posto dove vivono. Il riferimento all’Africa come continente dove tutto ha inizio e che la civiltà umana prova a dimenticare. C’é la tribalità africana, la melodia magrebina e il levare e i riverberi giamaicani. Tutte dimensioni sonore e culturali con cui si entra in contatto a Roma specialmente quando non é rimasto nessuno in città.

Gentrified Kids

La rigenerazione urbana non cambia tanto i negozi, gli edifici, i quartieri, non solo, cambia le generazioni oltre il passaggio generazionale fisiologico. I ragazzi gentrificati sono quelli che si trovano un mondo nuovo e non possono gestirlo perché non gli sono stati dati gli strumenti. Questo è una traccia che racconta di loro con gli unici strumenti che conosco. Ci sono due elementi a me cari, i breaks che creano sincopazione, la novità ed il basso “wobble” che ripesca dal passato vissuti non così lontani.

Babylon

Ultimo brano dell’Ep, è l’apertura sfrenata verso lo sfogo finale, i riferimenti ai soundsystem giamaciani ai clash britannici nel periodo della windrush generation, la melodia filter-house della fine anni ‘90 e i ritmi frenetici jungle. Babylon é un urlo finale di liberazione. L’obiettivo é dimenticare tutto senza perdere consapevolezza, perché quando balliamo come cantava Maxi Jazz all’inizio dei 2000 “diventiamo una cosa sola”.

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