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  • Zola Jesus: Stridulum II

    Zola Jesus

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Grazie

L’unica notizia che ci sentiamo di darvi è il vero nome di Zola Jesus: Nika Roza Danilova. Poi per spiegare certi brividi, certe sensazioni, nessuna parola o un qualunque pensiero scritto può riuscire a definire quello che la musica, a volte, è in grado di creare.

La luce del riflettore in questo caso è puntata su Zola, il palcoscenico è tutto suo e il pubblico, ammaliato, ascolta le sue tetre preghiere così dark da credere che sia la figlia di Robert Smith.

L’oscura discesa nelle viscere in “Stridulum II” inizia con “Night” e “Trust Me”, due momenti musicali importanti per la loro capacità di portare i nostri pensieri in un luogo lontano, dove regna un buio ormai tanto familiare da farci sentire quasi a casa.

Tremate tremate, le streghe sono tornate.

Potete togliervi quelle ragnatele dalla faccia e smetterla di suonare un pettine chiusi dentro un armadio. Rimettetevi un po’ di trucco e cotonatevi i capelli appiccicati. Non la sentite nell’aria? Non sentite i canti delle sirene, delle streghe, di Zola Jesus?

Il dark gothic di origine controllata è tornato e sappiamo che questo comporta emozioni che tagliano, scuotono e nel loro segno indelebile culliamo la nostra speranza. Questo è quello che la musica della signora Nika Roza riesce a creare, e a noi non rimane che ringraziarla infinitamente.

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Contro

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