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  • Zomby: Dedication

    Zomby

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Più vivo che morto

Zomby non ha alcunché a che fare con Lazzaro e Gesù, tantomeno con Romero.
Egli – teoricamente – nasce come produttore di musica dubstep, ma in realtà è capace di fondere tra loro generi diversi, dal jungle al rave, senza creare scompigli e disomogeneità.

Rispetto all’album di debutto uscito nel 2008, “Dedication” porta con sé i segni di una avvenuta maturazione, a partire dal maniacale perfezionismo che l’inglese pare non voler tralasciare in alcuna delle sedici composizioni.

È così che ogni traccia risulta rifinita nei singoli dettagli, che sia semplice o maggiormente articolata: sintetizzatori, suoni naturali e non, ritmiche diversificate e poche voci corredano l’arte minimalista dell’eletto dagli Animal Collective.

Forse riconoscete “Vortex”, brano che attualmente circola su MTV nei momenti di stacco promozionale.
Di sicuro se i momenti lunghi e prolissi non vi garbano, Zomby non farà al caso vostro. Al contrario, vi verrà inevitabile fuggire dal dispositivo di riproduzione musicale urlando dopo averlo preso a martellate.

Pro

Contro

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