Home > Recensioni > Zoolander 2

Sono passati quindici anni da quando Derek Zoolander (Ben Stiller), modello bello bello in modo assurdo, sventò il piano dello stilista Jacobim Mugatu (Will Ferrell) per assassinare il primo ministro della Malesia.

Nel frattempo, una catastrofe imprevista ha distrutto il suo Centro per Bambini Che Non Sanno Leggere Bene e Che Vogliono Imparare A Fare Anche Tante Altre Cose Buone, la sua famiglia e l’amicizia con Hansel (Owen Wilson), costringendo Derek a vivere isolato dal mondo.

L’opportunità di ritornare alla civiltà e riunirsi con il figlio Derek Jr. (Cyrus Arnold) gli viene data da un invito per partecipare ad un evento organizzato dalla designer Alexanya Atoz (Kristen Wiig) a Roma, dove verrà coinvolto nell’indagine sulle misteriose morti di alcune pop-star.

“Zoolander”, nel 2001, non era stato capito: si era rivelato un clamoroso flop al botteghino, diventando un cult assoluto solo in seguito. Per questo, ai tempi, non era stato previsto alcun sequel.

Zoolander 2” arriva dopo una gestazione di parecchi anni, con una sceneggiatura scritta a più mani da Ben Stiller, Justin Theroux, John Hamburg, Nicholas Stoller e tante aspettative da parte dei fan.

Il film inizia sparando subito una delle sue cartucce migliori, con l’omicidio di Justin Bieber alla fine di una divertente sequenza d’azione (presente nel trailer), che, però, mostra fin da subito quanto le apparizioni delle celebrità siano diventate il fulcro della faccenda. 

Nel primo film la presenza delle guest star si era rivelata un ottimo espediente, ma andava arricchire un solido impianto comico fatto di dialoghi memorabili e sequenze irresistibili, oggi diventate iconiche, come quella dell’Orange Mocha Frappuccino. In “Zoolander 2” non troverete nulla di lontanamente simile.

Quello che troverete sarà una storia più pretestuosa e sconnessa della precedente (quasi la parodia di un intrigo storico-religioso di Dan Brown), a fare da sfondo a tutta una serie di gag più o meno – spesso meno – riuscite sul mondo della moda e sul cambiamento dei tempi, in cui riconoscere, qua e là, gente famosa alle prese con situazioni inusuali. 

Il gioco funziona solo a tratti, mentre si assiste ad un vero spreco di talenti comici del calibro di Kristen Wiig e Will Ferrell. Dal canto loro, Ben Stiller e Owen Wilson, complice una sceneggiatura poco ispirata, appaiono meno in sintonia di un tempo, ma quello che manca davvero è un personaggio come Matilda (Christine Taylor), estraneo all’assurdità di quel mondo, che possa fare da contrappeso.

Zoolander 2”, privo della freschezza e genuinità del suo predecessore, prova a brillare di luce riflessa, riuscendo a strappare solo qualche risata. A quanto pare, sembra impossibile essere essere belli belli in modo assurdo dopo quindici anni.

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