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Zu: Contorsioni acrobatiche

L’opportunità è gentilmente concessa dai disponibilissimi Zu, combo romano di notevole perizia tecnica – strumentale e grandissimo valore musicale. Detto per inciso, una delle cose migliori che il panorama italiano abbia mai visto sorgere all’orizzonte. Tre componenti (Massimo Pupillo – basso -, Luca Mai – Sax, contralto e baritono – e Jacopo Battaglia – batteria) per la quintessenza di una musica strumentale, tremendamente dinamica, libera, pe(n)sante e personale. Un suono che per sua stessa natura riesce ad incanalare la forza immaginifica e creativa di tre menti lucide e coordinare l’energia cinetica necessaria a dare vita a show (e dischi) di grande impatto ma anche notevole ricercatezza. Motivo per il quale i Nostri sono ammirati e vezzeggiati da personalità di alto livello del panorama musicale internazionale, a partire da quel John Zorn che i metallari hanno più o meno iniziato a conoscere grazie a Naked City e Mike Patton. A seguire, tour in tutto il mondo (questa intervista è frutto di uno scambio di battute mentre il trio si trova in giro per l’Europa; o forse in America con i validissimi Noxagt di casa Load, – altra etichetta di cui tratteremo a breve – chi lo sa) e colate di jazzcore/ freepost – hardcore/punknoiselibero e un’esperienza devastante e straordinaria che il sottoscritto ha potuto s-u-b-i-r-e a Mezzago, di supporto ai Dalek. Un qualcosa di indimenticabile e sinceramente emozionante; ben più di quanto spesso e volentieri possano esserlo blasonati gruppi metal, con la discriminante di un’intensità che gioca a favore degli Zu!

Ciaeo ragazzi, grazie per l’opportunità e partiamo subito con le domande: Iniziamo dalla fine: cosa è cambiato grazie alla vostra amicizia/collaborazione/tour con i The Ex? Per intenderci, ho letto che sono stati loro a consigliarvi e spingervi a registrare con Steve Albini per l’ultimo “Igneo”. Qual è il patrimonio umano e soprattutto musicale di cui vi hanno fatto dono i The Ex? Quali i vostri dischi preferiti tra i loro e una critica diretta sempre a loro.
È cambiato tutto. Ci hanno fatto capire come fare le cose, solo guardandoli ed assorbendo quello che sono, un gruppo che e’ nato col punk occupando le case (nel 81 i sonic youth hanno suonato nel loro salone) e che poi si e’ aperto al folk, all improvvisazione, al jazz. È come girare coi Black Flag o i Minutemen, ma adesso, vivi, vitali, e forti di quello che fanno. Luc ci ha praticamente costretti a registrare con Albini ed aveva ragione, il suono e’ quello che cercavamo e ci hanno pubblicato sulla loro etichetta Red Note. Umanamente, vedere come fanno tutto da soli da sempre e il modo solare di farlo, il buono spirito in cui sono, e’ stato fondamentale, solo standoci a contatto abbiamo assorbito tantissimo, e il rapporto e’ diventato un amicizia in cui ci si va anche a trovare al di fuori dei tour. I dischi che consiglerei sono i 2 con Tom Cora, e Starters Alternators, su Touch and Go. Fondamentali. Una critica, i calzini di Terrie, dovrebbe cambiarli piu spesso.

La natura del vostro gruppo e i vostri rapporti con l’ “esterno” hanno sempre avuto un che di particolare. Ogni vostra collaborazione sembra nascere prima di tutto da un’amicizia o dall’ammirazione. Se pare così anche a voi, pensate sia tutto frutto semplicemente di Massimo, Luca e Jacopo come persone, di una sottospecie di retaggio anche musicale (magari a ritroso verso un contesto etico genericamente “indie” o “hardcore”), di semplice professionalità o che altro? Sotto questo punto di vista, quale è stato l’incontro più emozionante e quale quello più “utile”?
Nei momenti in cui si sono svolti, questi incontri sono sempre stati utili ed emozionanti. Abbiamo sempre coltivato una politica dell’apertura, umana, musicale e come gruppo, in modo da essere un modulo apribile che si puo interfacciare con tutto. Molte collaborazioni sono nate da nostre ammirazioni che poi sono diventate amicizie, ed abbiamo la fortuna di muoverci in un ambito in cui per la maggior parte dei musicisti l’aspetto umano conta ancora molto, forse tutto.

Rimanendo in tema di collaborazioni, quella che è rimasta più famosa, almeno qui in Italia, è forse quella con Roy Paci, che vi ha visti diventare per poco tempo un quartetto a tutti gli effetti. Col senno di poi, era davvero una cosa che si poteva protrarre nel tempo o i DNA era fisiologicamente incompatibili? Quali sono stati i problemi, se non siamo troppo indiscreti, che vi hanno portato a dividere le vostre strade? Cosa pensate del cammino di Roy, anche alla luce di collaborazioni sicuramente di grande impatto mediatico?
È stata una bella collaborazione finche’ e ‘ durata e credo che abbia fatto del bene sia a Zu che a Roy. Credo che sia durata quello che doveva durare, e poi ognuno felicemente a fare cio’ che deve fare.
[PAGEBREAK] Come è cambiato il vostro approccio al mezzo musicale e i vostri obiettivi da “Bromio” a “Igneo”? C’è stato qualche aspetto della vostra musica che ha sorpreso anche voi nel “passaggio” da un disco all’altro? Quali sono alcune delle possibili strade che sono venute alla luce durante l’elaborazione di “Igneo”?
È cambiato molto. Bromio e’ partito dalla mente e Igneo dal cuore e dall ‘istinto, direi. E in mezzo ci sono stati piu di 100 concerti, (che ora sono diventati 300) che hanno fatto la differenza come approccio agli strumenti, come consapevolezza dei nostri mezzi e fiducia in noi stessi.
Igneo e’ nato improvvisando e ci sono cosi’ tante porte che abbiamo trovato che alcune le apriremo solo dal prossimo, speriamo. A volte le improvvisazioni da cui nasceva il materiale ci lasciavano scioccati per la forza di certe cose, una volta in particolare non siamo riusciti a dire piu nulla, ce ne siamo andati dalla sala senza dirci una parola. Secondo me Igneo e’ nato quel giorno.

Fresca è la notizia del vostro invito a partecipare all’album di remix dei Dalek con dentro Techno Animal, Faust, Kid 606 ecc. Come è iniziata l’amicizia con questi ragazzi, quali sono gli aspetti che vi colpiscono più della loro musica? Quale brano, e in che modo, verrà da voi rielaborato? Cosa ne pensate in generale del mezzo “remix” come decostruzione e ricostruzione di una composizione? Quali alcune delle esperienze a vostre parere più interessanti in tal senso?
(ps. ma davvero nell’ultimo dei Dalek c’è Mr.Charles Maggio dei grandi Rorschach? ve lo chiedo a titolo personale, visto anche l’amore che qualcuno di voi prova per certi suoni)

Un ragazzo di Vienna che ci aveva organizzato li l’ anno scorso aveva portato in tour i Dalek e gli e’ venuta l idea di metterci in contatto, noi abbiamo seguito la sua intuizione e infatti ci siamo ritrovati con persone che hanno moltissimo in comune con noi, compresa un insaziabile curiosita’ musicale. Abbiamo risuonato Spiritual Healing con l’aiuto del nostro amico Okapi che ha lavorato su campioni della base e della voce di Dalek. E a Milano abbiamo registrato un ora di musica, una collaborazione completa fra Zu e Dalek, che speriamo esca alla luce entro breve. (e non so se nel loro CD c’e’ Maggio dei Rorschach, glielo chiedero’!)

Preso atto del fatto che la vostra è una musica strumentale, ma spesso e volentieri più emotiva/emozionale di molto altro materiale, la vostra scelta in tale direzione è stata puramente dettata dal retaggio musicale, dalla vostra composizione come gruppo o anche da una precisa scelta aprioristica di scegliere la mancanza di parole, il “silenzio”, piuttosto che parole vuote? Quali sono gli album strumentali del passato recente che vi hanno particolarmente colpito?
Personalmente credo che la musica abbia un potere che va molto aldila’ di quello delle parole. La musica scava ed arriva in posti che le parole non riescono neanche a scalfire. E spesso i vocals stanno davanti e ti fanno perdere le sfumature di quello che succede fra gli strumenti. Effettivamente ci sono pochissime voci che ci piacciono ed ascoltiamo, e molta piu musica strumentale!

Tra i vostri vari e infiniti progetti mi interesserebbe conoscere qualcosa di più su Dogon e sulla collaborazione tra Massimo, Lukas Ligeti e Gianni Gebbia. Personalità interessanti, tra cui Ligeti figlio di un importantissima musicista del ’900; come è nato il tutto, come le loro personalità hanno influito e quale l’intento di questi progetti paralleli?
L’intento e’ semplicemente coltivare l’apertura e seguire le curiosita’ umane e musicali. Vedere cosa succede e se vale la pena, farlo uscire fuori. Dogon ha molto a che fare con l amicizia fra noi e dj Okapi e Maurizio Martusciello (dei Metaxu), due fortissime personalita’ musicali che hanno molto piu riscontro all estero che in Italia. La musica e’ nata semplicemente da noi tre e dagli ingredienti che ognuno portava nella ricetta. Infatti Dogon e’ particolarmente speziato, ha molti colori diversi. Per Gebbia- Ligeti, la collaborazione e’ nata da un idea di Gianni Gebbia che suona spesso negli USA (anche con Jim O Rourke e Lee Ranaldo dei Sonic Youth), aveva ricevuto un invito da Ligeti per una serie di concerti e ha pensato di formare un trio con me al basso. Ligeti e’ un personaggio con una cultura musicale chiaramente mostruosa, qualche giorno fa siamo stati a casa del padre a Vienna, anche se Lukas ormai vive a NYC da 5 anni e scrive musica contemporanea, un suo CD verra’ pubblicato presto su Tzadik.
[PAGEBREAK] Nella vostra (ormai decisamente ampia) discografia trova posto anche un disco di sole cover (“Motorhellington”). Potete illustrarci le canzoni presenti e come e per quale motivo è nato il disco? Vi capita di accorgervi, magari durante le improvvisazioni, di star ripetendo senza averne coscienza passaggi di brani di altri artisti? Quanto peso hanno nella vostra musica i dischi che più avete amato nella vostra infanzia musicale?
Motorhellington era un tributo a canzoni che noi ed Eugene Chadbourne (il chitarrista americano che suona con noi sul CD) abbiamo amato particolarmente, chiaramente si tratta di versioni abbastanza violentate, ma si tratta di musica che ancora adesso amiamo, avevamo in mente di fare un altro progetto con lui tutto dedicato a Prince.. e dal vivo c’era molto altro che suonavamo, pezzi di Gainsbourg, pezzi country, cover col banjo dei Dead Kennedys, il CD e’ solo una piccola parte, e si, a volte citiamo anche durante le improvvisazioni pezzi di roba che si intromette da sola negli strumenti, riff dei Black Sabbath, degli ac-dc, tutta roba che abbiamo ascoltato da bambini (io avevo un cugino che mi faceva ascoltare il prog italiano a 4 anni!). C’e’ tutto, e credo sia stupido negare le cose che hai ascoltato da piccolo perche’ magari adesso ascolti il free o la musica contemporanea, io ho iniziato a suonare la chitarra perche’ folgorato dai kiss a 9 anni, e con Luca ci siamo conosciuti a 15 anni a un concerto dei Saxon, fra un paio d anni sono 20 anni di amicizia, e con jacopo una decina abbondante. Zu e’ tutto qui, davvero.

Quale il ruolo rivestito dall’improvvisazione nella vostra musica in studio e dal vivo? Quali gli incontri di questo tipo con altri artisti che più vi hanno stupito e per quale ragione? Pensate che parlando del concetto di improvvisazione ci si possa ricollegare alla critica rivolta nei vostri confronti che “…”Bromio” non c’entra niente con quello che gli ZU sono dal vivo”?
L improvvisazione e’ l’inizio di tutto, lasciamo che la musica esca fuori e solo dopo la controlliamo in una struttura, e anche dal vivo teniamo aperte delle parti e vediamo dove va a finire. Gli incontri sono stati moltissimi, e il bello e’ sentire come quello che fai cambia, come due liquidi che si incontrano e cambiano colore. Quella critica si riferiva al fatto che il disco era registrato in un modo piuttosto mediocre, un impostazione jazzistica che non rendeva nulla dell impatto live. Ma e’ normale, stiamo tuttora imparando come fare le cose, come registrare, come fare i concerti…

Alcuni degli ultimi (grandi) musicisti che hanno collaborato con voi sono: Ken Vandermark, Bishop, Fred Lomberg, Eugene Chadbourne. Potete presentare questi artisti ai nostri lettori? Avete per caso ascoltato il recente “Way Of The Dead” degli Yakuza, uscito per un grande etichetta metal, la Century Media, che vede la presenza dell’ex The Flying Luttenbachers, Vandermark, come ospite? Personalmente l’ho trovato piuttosto deludente ed inspido. Con quali artisti sulla breve o lunga distanza vi piacerebbe collaborare attivamente?
Eugene e’ un grandissimo chitarrista e suonatore di banjo, ha iniziato assieme a Zorn praticamente a scuola ma ha sempre avuto un approccio alla musica che e’ amatissimo dai musicisti, e sconosciuto ai piu’. Uno di quelli con cui pui fare tutto, e che ha fatto TUTTO, da aprire da solo negli stadi da 40.000 persone per i Violent Femmes, fare noise al festival country di Nashville, suonare col rastrello elettrificato sotto il palco, fare cover dei Dead Kennedys con le figlie di 5 e 7 anni alla voce.Che altro posso dirti? Vandermark e’ stato per anni un nostro idolo musicale, la forza della sua musica lo ha fatto suonare coi Jesus Lizard, i F. Luttenbachers, e ci sono almeno 3 CD dei Vandermark 5 FONDAMENTALI! Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, fare dei tour insieme, ed ora sta diventando sempre piu’ vicino al gruppo, anzi Zu nel prossimo CD sara’ un quartetto con lui.

Quali sono le realtà discografiche, i collettivi, i gruppi, i centri sociali nazionali e altro che trovate affini alla vostra filosofia ed etica o quantomeno con i quali in passato vi siete trovati a vostro agio? Qual è a vostro parere, generalizzando, la situazione musicale italiana e cosa pensate si possa fare di concreto per migliorarla? Pensate che la mancanza di interventi statali in tal senso sia significativa?
Girando molto all estero ci rendiamo conto di quanto possano osare i posti e i promoter che hanno dei finanziamenti statali alle spalle. È evidente che la cultura, specialmente questa, che chiede molto, non e’ una priorita’ di quei loschi figuri che governano. Realta’ discorafica, inizia ad esserci un certo giro, wallace chiaramente e’ fondamentale, ma Bar La muerte, tang plastik, gammapop stanno facendo un buon lavoro. Ci sentiamo molto vicini ad A Short Apnea. Secondo me sono uno dei migliori gruppi al mondo, e non esagero, ammiro totalmente cio’ che fanno, il loro coraggio e la loro coerenza.
[PAGEBREAK] Potete consigliare cinque dischi pressappoco sconosciuti meritevoli di essere riscoperti? E un paio di dischi che possano dare un bello scossone al pubblico metal medio ?
Vandermark 5 “target or flag”
Nomeansno ‘Wrong”
Minutemen ” Double nickels on the dime”
Cheval De Frise (Sonore rec, da Bordeaux)
Kletka Red “Hybrid”
4 Walls ” And the world ain’t square”
ok sono 6! O pubblico metal: provate i Ruins (Hydermastgroningen, su Tzadik) e i Naked City (tutto).

Quanta importanza ha rivestito il vostro primo progetto Gronge nella vostra attuale incarnazione, quali le caratteristiche di quel gruppo e dove è possibile ritrovare quei dischi? Per quanto ho sentito dire, quel gruppo aveva un qual certo senso di esistere anche nel mondo del teatro; dunque, quale il vostro rapporto con mezzi “altri” come teatro, cinema, letteratura e co. in relazione sia a voi come ZU, sia ai singoli componenti del gruppo?
È stato importante perche’ ci ha messo da subito in una situazione che ci richiedeva molto, e che faceva molti errori da cui abbiamo imparato tantissimo (a nostra volta ne abbiamo fatti cosi tanti che potremmo scrivere un enciclopedia) E soprattutto era un gruppo aperto che osava fare di tutto e in cui succedeva di tutto, anche troppo. Non ho la minima idea di dove ritrovare quei dischi. Per quanto riguarda le altre forme d arte, sono importantissime come ispirazione. Ti scrivo dal furgone e ieri abbiamo visitato il British Museum a Londra e solo li’; sei assalito da cosi’ tanta bellezza (per me soprattutto nell arte asiatica ed indiana, ma e’ personale) che non puo’ che non rientrare in tutto, in come ti senti, nel rapporto con la musica, etc.

Ultima richiesta e vi lascio andare: potete farci un riassunto della vostra carriera, dei dischi incisi e dei progetti futuri? Grazie mille per la disponibilità e a presto!
Circa 300 concerti in tre anni di attivita’, in Italia, Europa, ed U.S.A.
Il nuovo CD Igneo e’ registrato e prodotto da Steve Albini nel dicembre 2001, presso i suoi Electrical Audio di Chicago, al termine di un mese di tour americano degli Zu. Igneo e’ uscito in Europa per 4 etichette diverse.
Ospiti su Igneo: Ken Vandermark al sax, Jeb Bishop al trombone e Fred Lomberg-Holm al violoncello (collaboratori di Jim O Rourke, Gastr del Sol, Peter Brotzmann, William Parker, Flying Luttenbachers, Jesus Lizard, etc).
La musica del trio (sax, basso, batteria) e’ strumentale ed e’ stata definita post o math rock, free jazz, no wave.
Gli Zu sono stati in tour e/o hanno collaborato dal vivo e in studio con musicisti come The Ex, Karate, Mike Patton, Ken Vandermark, Shellac, Chicago Underground Duo, Flying Luttenbachers, Nomeansno, The Ruins, Dalek, Girls Against Boys, Dianogah, Otomo Yoshihide, Aaly trio, Eugene Chadbourne, Amy Denio, Gianni Gebbia, Hamid Drake (DKV trio), Han Bennink & Wolter Wierbos (ICP Ork.), Caroline Krabel & John Edwards
Il tour europeo 2002 ha visto gli Zu in concerto per 3 mesi, 25 paesi e quasi 90 date in tutta Europa. A meta’ di quel tour e’ stato registrato un concerto ad Helsinki, che verra’ presto pubblicato in CD.
Zu inoltre ha da poco registrato una collaborazione con il trio Hip Hop statunitense Dalek, e fara’ parte del disco di remix dei Dalek assieme a Faust, Kid 606, Prefuse e molti altri. Ad Aprile sono invitati al festival Sergey Kuryokin di San Pietroburgo, a rappresentare l ‘Italia (ci saranno anche Tenores di Bitti); in via di definizione un tour in Australia e il secondo tour in USA.
Discografia:
Bromio (1999, Wide records).
The Zu Side Of The Chadbourne e Motorhellington (2000 & 2001, Felmay rec) con Eugene Chadbourne
.. Il primo dei 2 CD con Chadbourne e’ stato quinto nella classifica jazz delle radio americane, pubblicata dal mensile ” Jazziz” !
Igneo, 2002 Wide rec, Wallace rec (vinile 220 gg.), Amanita rec. (Francia),e Red Note (Olanda)
Live in Hellsinki, 2003 CD Plastik Tang – Goodfellas
Festival: Unlimited XV 2001 (Wels, Austria).. Rumor Festival (Utrecht, Holland)… Alternativa (Praha, Czech Rep)… No-Fi (Newcastle, UK) Zedno Uho (Zagreb, Croatia)… Eurojazz (Noci, Italy)…Vimmel 02 (Lund, Sweden)… Skrite note 02 (Maribor, Slovenja)…Belluard (Freibourg, CH)… Audio Art ’02 (Krakow, Poland), SKIF (St Petersburg), DOM (Moscow)< Clubs: Knitting Factory (Nyc), Mercury Lounge (Nyc), CB GB’s Gallery (Nyc), Empty Bottle (Chicago), Black Cat (DC), Middle East (Boston), Paradiso (Amsterdam), Vera (Groningen), Loppen (Cophenagen), Les Istants Chavires (Paris), 93 Feet East & The Garage (London), Museum of contemporary arts (Warsaw), Lava (Stockholm), Semifinal (Helsinki) etc… John Zorn: “You have created a powerful and expressive music that totally blows away what most bands do these days!”

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