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ZUIN: un album di vita che vi raccontiamo Track by Track

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Ecco il nostro consueto racconto track by track dalla stessa voce degli autori. Oggi  è il turno dell’esordio di ZUIN dal titolo “Per tutti questi anni”.
Aperto dal singolo “Bianco” e soprattutto da una stagione live che trova il suo culmine proprio sul grande palco del Primo Maggio di Roma, ecco un disco di vita, come scriviamo nel titolo. Di vita per Zuin, la vita consumata in questi prima 30 anni, da poco padre, ma anche figlio, amante, amico, pellegrino del caso. Un disco che spesso accoglie questa voce graffiante che grida e risalta caratteristiche davvero determinanti per il cantautore milanese. Un album di pop italiano, vestito di rock e di elettronica quanto basta e senza esagerare, quanto serve insomma, senza troppe lezioni di stile inutile e senza scopi esageratamente fuori portata.

In rete da poco il video di “Credimi”, forse il brano che più di tutti rappresenta lo stile di ZUIN. Tra l’altro, come capitato con “Bianco”, anche questa versione di “Credimi” è inedita, dedicata proprio alla release del video. Lasciamo a lui la penna per raccontarci il disco Track by Track.

Zuin, “Per tutti questi anni” brano per brano

FANTASMI
È un viaggio dentro e fuori se stessi: i fantasmi sono tutto ciò contro il quale siamo costretti a lottare ogni giorno, sono le persone che siamo costretti ad assecondare, sono le paure con le quali dobbiamo imparare a convivere. L’uomo in quanto tale è un essere insicuro di natura e ricerca nelle persone delle conferme per capire se la strada che sta percorrendo è quella giusta.

IO NON HO PAURA
È il ricordo di chi eravamo e la consapevolezza di chi siamo. Dalle estati dei 13 anni fatte di vacanze con i parenti ed emozioni adolescenziali concrete all’autunno dell’età adulta, dove il tempo passato e le ferite non lasciano spazio però alla rassegnazione.
È la certezza di quello che non vogliamo essere, un’esortazione a ricordarsi di avere paura solo di quello che ci fa male e mai di quello che desideriamo, perché i sogni non hanno data di scadenza.

MONZA-SARONNO
La storia di un’amicizia nata su un autobus che partiva ogni mattina alle 6.50. Un bus che ha preso due strade diverse, per orgoglio, per incomprensione o forse solo per destino. L’addio ad un amico e la decisione di andare oltre i pomeriggi dell’adolescenza fatti di sogni e promesse per cercare qualcosa che porti lontano anche a costo di farsi male.

HANNAH BAKER
Hannah Baker è un personaggio, è un simbolo, uno stato d’animo. È quando l’amore non ti fa pensare ad altro, quando ti senti così bene e cosi male allo stesso tempo. Cerchi una cura altrove ma non esiste, perché la cura è lei.

CREDIMI
La sensazione di sentirsi divisi, quando da figlio unico vedi i tuoi genitori che non si amano più e si lasciano. Fisicamente ed emotivamente tra due case, tra due persone che ami allo stesso modo ma che non si amano più quando ne avresti bisogno. La voglia di urlare tutto quello che provi e le parole che ti rimangono chiuse in gola.

OH MIO DIO!
É un urlo di liberazione, è la forza cercata nella musica per sconfiggere i fantasmi.
In una Milano che tende ad ingoiarti, “Oh mio Dio!” Parla del difficile rapporto di un figlio con un genitore troppo concentrato sul lavoro e del difficile rapporto di un giovane sognatore con un presente che lascia poco spazio ai sogni.

SOTTOPELLE
Questo brano parla di un affetto, di un amore, di un rapporto tossico, di quelli che più fanno male e più ne hai bisogno. Di quelli che a un certo punto ti guardi allo specchio e non ti riconosci più.

CARO AMICO (TI SFIDO)
Un dialogo con un amico, con un fratello che vedi cambiare, per lavoro, per carriera, per ambizione, diventando marionetta di un teatro che ti sceglie perfino le parole da metterti in bocca.

IL PROFUMO DI UN ALBERO
Una riflessione intima e personale che diventa uno sguardo severo e  triste sulla tendenza distruttiva dell’uomo nei confronti del prossimo e della natura, la necessità di riappropriarsi della cura e dell’empatia verso il mondo che ci circonda, per comprendere quello che conta veramente.

BIANCO
Zuin racconta: “Avevo 16 anni quando i miei genitori decisero di separarsi. In realtà sapevo già tutto, un figlio unico ha più tempo per ascoltare, per osservare, per pensare. Poi è stato come se tutto intorno si muovesse alla velocità del vento e io stessi fermo, nello stesso identico punto, con lo stesso identico sorriso di chi fa finta che tutto vada bene e nulla sia cambiato. Un po’ come col disco di Newton, che quando i colori intorno girano velocissimi, tu alla fine vedi solo bianco”.

 

ZUIN COVER

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