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  • Calibro 35: Momentum

    Record Kicks / none

    Data di uscita: 24-01-2020

    Loudvision:
    Lettori:
    4.5 (90%) 2 vote[s]

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Sembra ieri quando, un po’ per gioco un po’ per incoscienza, nel 2008 i Calibro 35  s’imposero all’attenzione generale con il loro omonimo disco d’esordio, fresco ed energico  distillato funkadelico che omaggiava entusiasticamente Stelvio Cipriani, Franco Micalizzi e tutti gli architetti artefici delle strutture sonore dl nostro migliore “cinema a mano armata”. Sono passati ben 12 anni da allora, e nel frattempo i Calibro sono diventati una delle realtà più importanti della nostra scena musicale (e sicuramente la migliore esperienza dal vivo che si possa trovare in circolazione nel nostro paese, provare per credere). Nel corso del tempo, sono sempre riusciti a portare avanti il loro discorso in maniera indipendente, aggiungendo ad ogni tappa del loro percorso un nuovo tassello, scongiurando (a volte per il rotto della cuffia) qualsivoglia accusa di ripetitività o di autoreferenzialità, seppure con un approccio vintage che poteva far storcere qualche naso.

Se il loro penultimo lavoro “Decade” (che celebrava per l’appunto il decennio di attività), era un compendio di quanto costruito fino a quel punto,  ci si chiedeva a ragion veduta in che modo sarebbe potuto continuare il percorso e, soprattutto, s’invocava a gran voce un svolta decisiva. Siamo ben lieti di constatare che con Momentum – settima release in studio, uscita il 24 gennaio per Record Kicks quella svolta è arrivata. Un disco, per la prima volta, profondamente calato nella contemporaneità, in cui si è lavorato molto in post produzione, privato dell’approccio analogico che caratterizzava i precedenti lavori. Ma, attenzione, ciò non vuol significare che l’approccio alla musica della band sia stato snaturato: non ci sono samples e campionamenti, niente trucchetti, tutto è rigorosamente suonato (e si sente), ma tutto rifinito, montato e composto con le tecniche che uno studio di registrazione moderno ha da offrire.

Anche questo disco può essere visto come un compendio, ma questa volta i Calibro 35 non si guardano indietro, e non guardano al futuro, semplicemente si guardano intorno (ed il titolo del disco è esplicativo in questo senso), e rielaborano secondo il loro estro quanto di meglio ha da offrire il nostro presente, compilando dieci tracce/ambienti sonori l’una differente dall’altra.  C’è addirittura l’hip hop in tracce come Stan Lee – ma nella versione ibrida che abbiamo imparato ad amare con i Gorillaz – o di r’n’b postmoderno in Black Moon, con la meravigliosa performance vocale di MEI, con la band che le cuce addosso un abito sexy che odora del Prince più sperimentale. C’è sempre una costante ricerca del groove, ma questa volta il tutto è molto più dilatato, per lasciare spazio anche a forti inserti di elettronica e sintetizzatori, ma che non invadono mai la scena, e vengono digeriti ed umanizzati dalla sezione ritmica di Cavina e Rondanini.

Le esperienze parallele dei vari membri del gruppo – Rondanini con l’afrobeat sporcato di rock degli I Hate My Village,  Gabrielli con il glam psichedelico dei The Winstons – sono sicuramente confluite in questo ultimo ottimo lavoro, rendendo Momentum qualcosa che sfugge a qualsiasi definizione, che non si può assolutamente categorizzare, e questo è probabilmente il miglior complimento che si possa fare ad una band con 12 anni di cammino alle spalle. Il futuro, ora, appare pieno di possibilità, ma per ora godiamoci il momento.

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Contro

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