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Cannes 2018 — Tutti i premi: Palma d’Oro a Kore-eda

Si chiude con una sorpresa l’edizione 2018 del Festival di Cannes. La Palma d’Oro a Hirokazu Kore-eda e al suo “Shoplifters” (domani on-line la nostra recensione del film) premia un magnifico autore e uno dei film che più ci hanno convinto di quest’anno. Cuore immenso, come suo solito, e un film che prende forma pian piano, con i ritmi cari al miglior cinema nipponico e con le tematiche che abbiamo sempre ritrovato nelle sue opere precedenti. Inappuntabile, anche come riconoscimento (tardivo) ad una carriera straordinaria. Ci aspettavamo tutti la Palma per Capharnäum di Nadine Labaki, che deve invece accontentarsi del Premio della Giuria e la prima delusa, dal palco del Gran Teatro Lumière, sembrava essere proprio lei. Pare che il film non sia piaciuto principalmente a Cate Blanchett, che Dio l’abbia in gloria, una degna Presidente di Giuria che evita al Festival una Palma di cui non si sarebbe potuto certo andar fieri, e che sarebbe scomparsa dalla memoria di spettatori e cinefili tra qualche mese.

Il Gran premio della Giuria se lo aggiudica Spike Lee per il suo BlacKkKlansman, ed anche qui lo salutiamo come un doveroso riconoscimento ad una carriera strepitosa. Il film è scombinato ma appassionato, impossibile da detestare. Servisse anche a risvegliare qualche coscienza sopìta negli Usa, gli tributeremmo una “standing ovation”, ma questo accadrà soltanto se la pellicola, e non ci sentiamo di escluderlo, dovesse entrare da protagonista nella stagione dei premi culminante negli Oscar.

La regia a Pawel Pawlikowski per Cold War appariva scontata fin dall’uscita dalla proiezione, e infatti dubbi ce ne stati pochi. Elegante, con una cura maniacale del quadro compositivo, il regista polacco entra ancor più di diritto tra i grandi della contemporaneità.

Due premi anche ai bellissimi film italiani, che questa volta avrebbero meritato anche di più. Miglior sceneggiatura per Alice Rohrwacher con “Lazzaro Felice” (ex aequo con Jafar Panahi, a ritirare la sua famiglia vista l’impossibilità per il regista di lasciare l’Iran), miglior attore a Marcello Fonte per Dogman di Matteo Garrone, l’occasione della vita sfruttata nel miglior modo possibile, con un toccante discorso in italiano dal palco purtroppo non tradotto da nessuno. A consegnare il premio, Roberto Benigni.

A margine, anche una graditissima sorpresa: Palma d’Oro speciale, evento più unico che raro, a Jean-Luc Godard per Le livre d’image, con il Festival che riconosce la totale impossibilità di ignorare, o di valutare al pari degli altri, la sua opera e la sua intera carriera. Un po’ strano infilarlo in Concorso con queste premesse, ma l’omaggio, inutile negarlo, ci fa un piacere immenso.

Si chude un’edizione funestata da polemiche, con le grandi star assenti dal tappeto rosso, e con una sensazione di detronizzazione dal ruolo di migliore manifestazione cinematografica al mondo difficile da scrollare via. Ma Cannes è Cannes, inutile negarlo, e l’esperienza di passare dieci giorni in questo maestoso carrozzone è sempre impagabile, e quest’anno abbiamo visto tanto cinema, di cui vi abbiamo dato conto e continueremo a darvene nei prossimi giorni. Il ringraziamento è a voi lettori per averci seguiti fin qui, l’appuntamento è (si spera) all’anno prossimo. Evviva il cinema, evviva il Festival di Cannes.

 

TUTTI I VINCITORI DI CANNES 2018

PALMA D’ORO
“MANBIKI KAZOKU” (“Shoplifters”) di Hirokazu Kore-eda

GRAND PRIX
“BLACKKKLANSMAN” di Spike Lee

PREMIO DELLA GIURIA
“CAPHARNAÜM” di Nadine Labaki

MIGLIOR REGISTA
Pawel Pawlikowki per “ZIMNA WOJNA” (“Cold War”)

MIGLIORE ATTORE
Marcello Fonte per “DOGMAN” di Matteo Garrone

MIGLIORE ATTRICE
Samal Yeslyamova per “AYKA” di Sergey Dvortsevoy

MIGLIORE SCENEGGIATURA (ex-aequo)
Alice Rohrwacher per “LAZZARO FELICE”
Jafar Panahi per “SE ROKH” (“Three Faces”)

PALMA D’ORO SPECIALE
“LE LIVRE D’IMAGE” di Jean-Luc Godard

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