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  • Festa del Cinema di Roma 2018 — Millennium: Quello Che Non Uccide

    Diretto da Fede Álvarez

    Data di uscita: 31-10-2018

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Arriva in anteprima mondiale, alla Festa del Cinema di Roma 2018, il nuovo capitolo della saga dedicata alla hacker con seri problemi nelle relazioni sociali Lisbeth Salander. Quinto adattamento per il cinema delle (dis)avventure di quella che, ormai, si può considerare a tutti gli effetti una vera icona dei nostri tempi.

Si riparte con il quarto romanzo della saga “The Girl in the Spider’s Web (in versione italiana “Millennium: Quello che non uccide”), il primo della serie non scritto dal compianto Stieg Larsson, sostituito da David Lagercrantz, autore anche del quinto capitolo della saga (“L’uomo che inseguiva l’ombra”). Quarto cambio di regia — dopo Oplev ed Alfredson per la trilogia originale, e Fincher per il controverso remake americano — il franchise viene consegnato nelle mani di Fede Álvarez, che azzarda un cambio quasi radicale di direzione, che potrebbe non piacere ai fan più oltranzisti della nostra Lisbeth.

Questa volta, Lisbeth Salander (Claire Foy) sarà invischiata in un affare davvero grosso. Lo scienziato informatico Frans Balder, luminare nel campo dell’intelligenza artificiale, progetta un software capace di hackerare tutti i sistemi di difesa al mondo, e quindi di rendere possibile il lancio di testate nucleari a chiunque lo possegga. Il il governo americano lo vuole, il governo svedese pure, nel mezzo, la nostra eroina, che tenterà in tutti i modi di recuperare il software, coadiuvata dal vecchio amico Mikael Blomkvist (Sverrir Gundasson), e da un agente dell’ N.S.A.. Emergeranno alcuni fatti oscuri del passato di Lisbeth, fatti forse legati all’intrigo in cui viene, suo malgrado, coinvolta.

Chi è abituato alle atmosfere tipiche della saga Millennium — quella del thriller a tinte fosche, con sfumature di macabro — rimarrà sorpreso (o forse deluso e indignato): questo è un action movie! Sono passati quasi dieci anni dl”inizio della saga, nel frattempo la tecnologia ha subito un balzo in avanti allora impensabile, non c’è limite a ciò che si può fare se si padroneggia il mezzo informatico. Ecco che allora Lisbeth (che il mezzo lo padroneggia, eccome), con un semplice telefono, o con un palmare tra le sue mani, diventa onnipotente, diventa a tutti gli effetti un supereroe. Álvarez orchestra delle grandi sequenze, ai limiti dell’inverosimile (ma, ripeto, è un action movie, bisogna stare al gioco) in cui Lisbeth vola con la motocicletta, apre o chiude a piacimento qualsiasi porta  o blocca le automobili con un semplice click, si picchia con tutti, è inarrestabile come James Bond e cupa e piena di gadget come Batman.

Claire Foy ci regala una Lisbeth Salander inedita, la più tosta vista fin ora, ma che conserva, nello sguardo, un barlume di dolcezza: è negli occhi il punto di forza della nuova Salander, su cui si regge l’intero film. Quasi del tutto annullato, infatti, il personaggio di Blomqvist, di cui Gundasson dà un’interpretazione abbastanza piatta. In questo bailamme di doppi e tripli giochi, a volte un po’ confusionario, la trama latita, e le interessanti premesse geopolitiche messe in tavolo ad inizio pellicola, si riducono, in maniera semplicistica e un po’ forzata, a una classica bega familiare.

La pellicola si regge su grosse coinvolgenti sequenze d’azione, il ritmo è a rotta di collo, 117 minuti scorrono via in un attimo, ma non si va a fondo, molti spunti interessanti rimangono soltanto in superficie, e forse questo non basterà ad accontentare i fan della vecchia saga.

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