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  • Festa del Cinema di Roma 2018 — The Hate U Give

    Diretto da George Tillman Jr.

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Qui alla Festa del Cinema di Roma 2018, stiamo vivendo un momento decisamente black, e non soltanto per una selezione ufficiale non proprio tra le più esaltanti. Dopo Barry Jenkins, che con il suo “Se la strada potesse parlare” (“If Bale Street Could Talk”, qui la recensione) ci parla della condizione degli afroamericani negli anni ’70, George Tillman Jr. con “The Hate U Give – Il coraggio della verità” — tratto dall’omonimo best seller scritto da Angie Thomas, negli Stati Uniti un vero caso editoriale — ci testimonia che le cose, al giorno d’oggi, non sono migliorate poi tanto. Forse, però, c’è ancora speranza.

Starr (Amanda Stenberg) ha 16 anni, e vive in bilico tra due mondi completamente diversi. C’è il mondo di Garden Heights, quartiere popolare con alto tasso di criminalità, con popolazione completamente afroamericana, controllato dal boss della droga King (Annthony Mackie), dove Starr abita con la sua famiglia. E c’è il mondo immacolato della Williamson Prep School, scuola di alto livello, a maggioranza bianca, che Starr frequenta mantenendo un basso profilo, comportandosi da bianca (mentre i bianchi, fanno di tutto per atteggiarsi da neri). La ragazza cerca di mantenere queste due realtà ben distanti tra loro, ma le cose sono destinate a cambiare radicalmente, quando Starr, al ritorno da una festa, assisterà come unica testimone all’uccisione, da parte di un poliziotto bianco, del suo amico d’infanzia Khalil.

L’equilibrio tra i due mondi comincia a sfaldarsi, e Starr dovrà scegliere se testimoniare, mettendo in pericolo la sua stessa famiglia (Khalil lavorava per King), o rimanere in silenzio, per mantenere lo stato delle cose. Inizierà un percorso che le rivelerà la verità su se stessa.

Che la comunità afroamericana, dopo l’elezione di Donald Trump, si senta minacciata, è una cosa ovvia (e sacrosanta). D’altronde, tutti abbiamo ancora ben impresse nella mente le terrificanti immagini di Charlottesville (e Spike Lee ultimamente, ce ne ha dato un ulteriore, fortissimo, memento, se ce ne fosse bisogno). La reazione a tutto ciò arriva anche dal mondo del cinema, che usa anche il medium del genere per veicolare certi messaggi. Quindi, dopo Black Panther, primo super hero movie intriso di black power, ora tocca all’altrettanto fortunato sottogenere dello young adult dare il suo contributo alla causa.

Il lavoro di Tillman è molto interessante, uno young adult, appunto, a tutti gli effetti: c’è l’adolescente che sta per affacciarsi al mondo del sesso, divisa tra due mondi e due uomini espressioni di contesti antitetici (come la Bella di “Twilight”), cosa che la porterà ud un percorso di autocoscienza e, quindi, di crescita. In questo caso però, è la tematica di fondo, così dirompente e di scottante attualità, ad elevare (almeno in parte) la pellicola dallo status di mero prodotto di uso e consumo.

Tillman rappresenta i due mondi contrapposti in maniera graficamente molto efficace : il quartiere di Garden Heights ha una fotografia calda, dai colori accesi, che omaggia le prime pellicole di Spike Lee. All’opposto, la scuola, il mondo dei bianchi, ha una fotografia inondata di luce, quasi asettica, e riesce molto bene a restituire l’atmosfera di ipocrisia che regna nel luogo, di un politicamente corretto di facciata, che maschera una mentalità ancora piena di pregiudizi, che motteggia la black culture carpendone gli aspetti più appariscenti, ma senza riuscire ad immedesimarsi (i giovani bianchi tentano di esprimersi come i neri, ascoltano la loro musica, ma non sono pronti per mobilitarsi seriamente in loro sostegno).

“The Hate U Give” vive di ottime interpretazioni, in testa a tutti Amanda Stenberg che regge sulle spalle il film, riuscendo a trasmettere tutta la  frustrazione e la rabbia dovute alla sua condizione, ma anche i comprimari fanno un buon lavoro, in particolar modo Russell Hornsby, il padre di Starr, ex spacciatore, ex pantera nera, che impartisce lezioni dosando dolcezza e rigore. Anche il film, purtroppo, vive in bilico tra due mondi: tra il film di denuncia e d’impegno civile, e il cinema per adolescenti di largo consumo. Le due anime non si fondono a dovere: quando cominciamo ad appassionarci alla vicenda, questa viene intervallata da momenti di romance che stemperano l’atmosfera e che diluiscono l’interesse (sempre di young adult si tratta), allungando inutilmente il minutaggio, e, visto il target previsto per l’operazione, qualche semplicismo e qualche eccesso di retorica potrebbero infastidire.

Tirando le somme, “The Hate U Give” è abbastanza buono, ed è giusto sensibilizzare una fascia di pubblico che si affaccia all’età adulta con un linguaggio che loro possano comprendere. Per chi però, è abituato ad altro tipo di cinema impegnato, l’operazione potrebbe risultare stucchevole. Ma, se avete almeno 16 anni, aggiungete pure una mezza stella in più alla valutazione.

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