Home > Recensioni > Generic Animal: Presto
  • Generic Animal: Presto

    La Tempesta / none

    Data di uscita: 21-02-2020

    Loudvision:
    Lettori:
    Vota anche tu

Correlati

Al primo ascolto distratto sembra solo musica da mansarda, raccolta e stretta, da ascoltare in contesti intimi e di nicchia. Eppure addentrandosi veramente nell’universo di Presto, terzo disco in studio di Generic Animal pubblicato il 21 febbraio 2020 per La Tempesta, cogliamo un minimalismo di grande potenza e impatto, particolarmente adatto per capire le nuove generazioni e soprattutto la direzione che sta prendendo la musica italiana oggi.

Se c’è qualcosa che ha davvero trasformato da un punto di vista autoriale i brani dalla wave indie di inizio anni 10′ del nuovo millennio, mutuandosi in poi quello che noi chiamiamo Itpop, è il modo di esprimere i concetti, sviscerati in modo diretto, senza fronzoli, senza quella incessante ricerca della parola adatta a quella melodia. La parola adatta è diventata infatti quella più famigliare, la più immediata, la più istintiva. Come tutte le tendenze, anche questa oggi sembra essere a rischio esaurimento, specie se utilizzata in modo sbagliato: in molte pagine di musica di sedicenti artisti contemporanei infatti troviamo in questa volontà di autenticità un puro artificio prevedibile e stucchevole. Eppure, nel caso della terza fatica discografica di Generic Animal, il trend appare profondamente azzeccato, quasi necessario. Questo perché il nativo di Castellanza è riuscito in poco tempo a trovare un vestito perfetto per i suoi testi, asciutto ma che pesca da generi differenti, per la precisione dall’hip hop per ciò che concerne le selezioni ritmiche e dal post rock-emo per melodie e attitudine, unendo, in fondo, le ultime due grandi mode adolescenziali degli anni 2000, appunto l‘emo del periodo post 2007, e la trap.

Le undici tracce non sono altro che un contenitore di ricordi del cantante: dagli echi di giovinezza legati al padre in “Volvo” (Cosa ti fa pensare che mi faccia piacere/Se mi parli sempre dei tuoi sbagli/E chiedi consiglio a me/Che ho imparato tutto da te) a quelli infantili di “Nirvana“, iconica band che ha suonato davvero vicino al suo paese di origine (a Mezzago per la precisione), e di “Como by night“, dove fa la sua apparizione nella coda in background anche la voce di Joan Thiele. Ma non sono solo le reminiscenze dei tempi andati che campeggiano nel disco, troviamo infatti anche tre episodi dove l’artista mette a fuoco emozioni, frustrazioni e preoccupazioni legate al suo lavoro. Come dimostrano “Promoter” e “1400“, descrizione delle sensazioni e degli stati d’animo dopo un tour particolarmente lungo, oltre che “700“, ovvero il racconto del ricavato in euro del merchandising disgraziatamente perso durante una delle tappe.

Ben calibrati i tre featuring, tra cui spicca insieme alla titile track con Franco 126 e “Alveari” con Nikolaj Seriotti quello con Massimo Pericolo, “Scherzo“, forse il passaggio più straniante ma allo stesso tempo affascinante dell’intera produzione, dove i due musicisti si mettono coraggiosamente in gioco, impreziosendo un disco sicuramente figlio dei nostri tempi, sghembo e avvolgente allo stesso tempo, unico nel suo genere nella confezione finale. Notevole.

Pro

Contro

Scroll To Top