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Giuseppe D’Alonzo: Strane forme di complicità, il nuovo album brano per brano

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Psichedelia morbida, accomodante, che vira decisamente sul pop melodico tradendo importanti radici di stile che arrivano da quei meravigliosi anni ’70 dove tutto ha avuto nuovi inizi e nuova luce… perlomeno in Italia. Oggi ne viviamo i riverberi, a volte forti, a volte ben mascherati da finte trasgressioni di stile. E nel nuovo disco di Giuseppe D’Alonzo si respira la genuina appartenenza ad una verità di quello stesso stile che ha dato i natali a Claudio Rocchi piuttosto che a un certo Fossati o a periodi eclettici di Vecchioni e tanto altro ancora. Sicuramente in tutti loro ritroviamo radici da cui possono derivare le tante soluzioni elettriche ed acustiche di questo disco dal titolo “Strane Forme Di Complicità”: si parla di amore in una declinazione che trovo molto sociale e civica, molto “politica” in qualche misura. Con lo sguardo sempre verso se stessi, ma con la faccia rivolta a quel che circonda ogni giorno. Il bellissimo video diretto da Michele Bernardi e questa strada in italiano per un artista che ha sempre incontrato l’inglese e quel certo rock americano.

Giuseppe D’Alonzo: “Strane Forme Di Complicità” brano per brano.

Sober (I have to dream to stay sober)

È un viaggio introspettivo spinto ai limiti dell’abisso delle dipendenze. L’intero testo è allegorico, richiama temi di psichedelia. Ci sono strani cortei, Castelli,  labirinti, scenari e ambientazioni da sogno, tipici di un viaggio “metafisico”. Tutto allude quindi ad una dipendenza che viene svelata dalla frase “I have to dream to stay sober”… l’autore dipende dai sogni, deve sognare per rimanere sobrio…

Strane Forme Di Complicità

Un viaggio onirico attraverso il mondo dei sogni. Temi trattati in modo allegorico, quali le dipendenze, l’amore, le fragilità, la morte passando per momenti di maggiore lucidità in cui si affronta l’attualità con un pizzico di ironia. La legge viene vestita da donna e descritta come un essere fragile, terrorizzato dal fardello che ormai non riesce più a sorreggere, la nostra libertà. La sensibilità viene eletta ad eroina e accostata ai tanti “fragili eroi” che combattono per l’integrità, l’etica e l’amore ormai da troppo tempo calpestati o banalizzati.

Solo Un Pretesto

È un brano con cui l’autore intende creare un momento di emozione con l’ascoltatore. È molto delicato e potente allo stesso tempo. Tratta il tema del difficile rapporto che oggi vivono le coppie, distratti da ogni tipo di sollecitazione perdendo di vista l’unicità del sentimento.

Al Primo Viaggio Che Fai

È una canzone allegra e amara allo stesso tempo. Parla di una ragazza che approfitta di tutte le opportunità che il mondo le prospetta, sfrutta la sua bellezza forse in modo un po’ spericolato. Ma il destino le andrà incontro, le presenterà il conto , appunto, “al primo viaggio che fai…”

Fragili Eroi

La canzone esprime in modo nudo e crudo la potenza devastante che la sensibilità esercita sulle persone che hanno la sventura o la fortuna di possederla. Musica e testo si miscelano alla perfezione evocando appunto questi “Fragili eroi” che ogni giorno portano questo enorme fardello , pagandone tutte le conseguenze ma raccogliendone anche i preziosi e tanto sudati frutti.

Lontano Dalle Nuvole

Dietro l’apparente canzone d’amore si cela una velata satira economico/sociale. Il video è incentrato sulla storia d’amore tra due nuvole. In realtà il protagonista, almeno per una sera, vuole vivere “lontano dalle nuvole” e aprire gli occhi.

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