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I Subsonica sono tornati, finalmente. Il Forum sogna [Report live e scaletta]

I Subsonica sono tornati, e adesso sono cazzi vostri“. Accolgono così il loro affamatissimo pubblico Samuel, Max, Boosta, Ninja e Vicio. Ho detto bene sì, affamatissimo perché non vedevamo l’ora di divertirci così tanto. Lo stesso Samuel ne è consapevole. Dopo i primi tre pezzi “Bottiglie rotte“, “Discolabirinto“, “Up patriots to arms” il frontmant dalla voce elettronica commenta: “Vi trovo belli carichi, cosa avete fatto in questi anni, siete andati in palestra?” . In realtà avevamo proprio bisogno di questo concerto. Di un concerto “come si deve”, dove la parola d’ordine è una sola: scatenarsi. Luci Led, pedane e maxischermi in continuo movimento, la band torinese dimostra che la qualità è veramente tutt’altra storia. Perché infatti Subsonica ci hanno regalato un vero e proprio show (volevano farsi perdonare la lunga assenza?). Tra l’altro, anche Samuel si mantiene bene, il famoso vino che invecchiando acquista un sapore migliore, no? Per tutta la durata del live (che ha superato le due ore), ha saltellato ovunque (altro che palestra, dicci un po’ qual è il tuo segreto, per favore). Noi però ci siamo difesi benissimo, e infatti dall’inizio alla fine del live non abbiamo mai smesso di BALLARE. Tra l’altro, la sua potrebbe suonare come una presunzione, ma in realtà è la pura verità: “Volevo complimentarvi con voi. Anzi fatelo tra di voi, datevi una bella pacca sulla spalla. Siete allenati… anche se in Italia non ci sono tanti gruppi che vi fanno ballare!“.

Effettivamente, in Italia chi ci fa ballare così? (Cosmo, forse, è alla loro altezza). I Subsonica ci presentano i brani del nuovo disco uscito lo scorso ottobre per Sony [QUI LA RECENSIONE]. Si intitola “8“, quanto i dischi che hanno sfornato nella loro carriera.  “L’incredibile performance di un uomo morto“, per esempio, è un brano di tutto rispetto. Testo poetico e delicato, dolcemente graffiato dall’elettronica. Samuel prende poi il volo con “Respirare“, sollevato da una pedana. Il nuovo album, anche dal vivo, è la prova che i “ragazzi” se la cavano ancora abbastanza bene. Gli applausi vanno anche al pubblico: effettivamente siamo preparati e abbiamo “studiato” bene le nuove canzoni. Sarà anche perché entrano facilmente in testa. “Cieli in fiamme“, infatti, è la nuova “Nuova Ossessione”. Super ospite della serata è Willie Peyote. Il rapper compaesano ha infatti prestato la sua voce nel featuring del brano “L’Incubo”. Samuel gli presta invece la band per cantare uno dei suoi brani “I Cani”.  Ma stasera, si collezionano emozioni. E anche per Willie è una bellissima sorpresa duettare con Samuel in “Radioestensioni” (dal primo omonimo album dei Subsonica). Si continua a ballare con i classiconi come “Nuvole Rapide” e l’esposiva “Aurora Sogna“. Uno dei momenti più belli della serata è quello dei ringraziamenti. Il compito tocca allo storico chitarrista, nonché fondatore, Max Casacci: “Volevamo ringraziare tantissimo il pubblico di questi 20 anni e tutti gli amici che non ci hanno mai abbandonato. Ad eccezione di qualcuno che la vita purtroppo ci ha portato via“. Introduce così “Le Onde”, canzone dedicata a Carlo Rossi, produttore e compositore amico della band, scomparso nel 2015 a causa di un incidente. Una parentesi che ci ha commosso tantissimo, bravi ragazzi.

Di Casacci, Romano, Di Leo. Cantano i Subsonica”. A Samuel non manca l’ironia e presenta “Tutti i miei sbagli” a mo’ di Sanremo. Un classico intramontabile, il cavallo di battaglia, il marchio di fabbrica. Azzardo, “un’istituzione italiana”.
Il brano che li ha resi i Subsonica nel mondo. Potremmo definirlo in tutti i modi possibili e immaginabili un pezzo del genere, ma niente gli renderebbe giustizia come quando lo si ascolta LIVE. L’impressione è che il tempo si sia fermato, che fuori dal Forum ci sia stato un black out dovuto all’eccessiva energia che siamo riusciti ad emanare. Cosa possiamo farci? Siamo semplicemente ghiotti della bella musica! Il concerto è palesemente impegnativo, valido. Possiamo immaginare quanto lavoro ci sia voluto per realizzare una roba del genere, e quanta vitalità sia necessaria per portarlo in giro per l’Italia (Polase, come se non ci fosse un domani). L’ultimo brano, quello dei saluti, è “Strade”. Adesso però tocca riposarci, dobbiamo “riscaldarci” per domani (ovvero oggi). Altro giro di giostra, pronti?

 

La scaletta

Bottiglie rotte
Discolabirinto
Up patriots to arms
Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Perfezione
Boys Don’t Cry (The Cure)
L’incredibile performance di un uomo morto
Respirare
Cieli in fiamme
L’incubo (con Willie Peyote)
I cani (con Willie Peyote)
Radioestensioni (con Willie Peyote)
La glaciazione
Nuvole rapide
Veleno
Aurora sogna
Depre
Le onde
Il cielo su Torino
L’odore
Abitudine
Benzina ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

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