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  • Il talento del calabrone

    Diretto da Giacomo Cimini

    Data di uscita: 18-11-2021

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Il talento del calabrone”, disponibile su Amazon Prime Video dal 18 novembre, è il nuovo film di Giacomo Cimini. Il regista e produttore che vanta un percorso fatto prevalentemente di cortometraggi, aggiudicatosi diversi riconoscimenti, in particolare per “The Nostalgist” del 2014, lavoro che ha iniziato a dargli notorietà anche nel nostro Paese.

Al suo secondo film (il primo era stato “Red Riding Hood” scritto, appunto, in lingua inglese nel 2003) sceglie di tornare all’italiano e di ambientare la storia a Milano, anche se il set avrà base a Roma e le scene saranno girate con l’ausilio di sfondi fatti d’immagini proiettate attorno al (finto) studio radiofonico in cui si svolge la storia.

Il regista, infatti, dà un piglio stilistico non tipicamente nostrano, sia dal punto di vista tecnico, che della conduzione della storia, del profilo dei personaggi e le loro interazioni.


Steph (Lorenzo Richelmy) è un giovane e popolare dj di Radio 105 ed è al lavoro, una sera come le altre, tra le luci di una fotografia che mostra una Milano elegante, quasi newyorkese, che si riflette attraverso le vetrate alle spalle della sua postazione. E parla con i suoi radio ascoltatori che telefonano per indovinare quale sia il posto della sua prima vacanza fatta da giovane, perché chi indovinerà vincerà due biglietti in palio per un grande evento.

Se nonché arriva una telefonata diversa dalle altre, qualcosa sulla scia di “In linea con l’assassino” e “Die hard – Duri a morire”: Carlo (Sergio Castellitto) pretende la totale attenzione di Steph, altrimenti combinerà una strage.

Tutta la storia si svolge quindi con crescente tensione interamente all’interno delle stanze di Radio 105 e dell’automobile da cui telefona Carlo. Verrà contattata il tenente colonnello Rosa Amedei (Anna Foglietta) che cercherà di far cadere in contraddizione l’attentatore, attraverso la mediazione del dj.

Sarebbero ideali il susseguirsi dei fatti, la scrittura dei dialoghi, così come l’ambientazione e l’ottima scelta di restare in due unici spazi, illuminati da colori serali e languidi, se non fosse per qualcosa che proprio stride.

Una scarsa credibilità di sottofondo, che sa quasi d’ingenuità, che non risiede affatto tanto nella struttura del film in sé, quanto in alcune virate narrative decisamente mal sostenute dall’interpretazione degli attori.

Probabilmente ciò che rende vagamente debole l’effetto finale, non è tanto il lavoro eseguito dai singoli performer – tutti professionalmente di livello alto – quanto una caratterizzazione lasciata un po’ a sé, che fa quasi pensare che, se fossimo stati nella Polizia Scientifica di Los Angeles, sarebbe venuto tutto molto più “cool”.

Prendendo una certa distanza per osservare il tutto nel complesso, si notano il valore e il talento (non solo del calabrone) di Giacomo Cimini, del co-sceneggiatore Lorenzo Collalti e di tutto il cast. Così come del film. Per quanto innegabilmente imperfetto.

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