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Sanremo 2017: la pagella della seconda serata

GIUDIZIO COMPLESSIVO

La serata: 5
Complessivamente, la seconda serata della sessantasettesima edizione del Festival di Sanremo è stata mediocre. Perfettamente in linea con l’Era Carlo Conti d’altronde. Nulla di grave, è pur sempre lo stesso carrozzone che da anni riesce a smuovere sempre e solo le stesse polemicucce senza riuscire, davvero, a dare voci a canzoni degne di nota. Però non lo si riesce ad odiare, un po’ come quelle feste di paese che si prendono in giro fino all’ultimo, ma poi oh, ci si va. Certo che ubriachi sarebbe meglio.
Veniamo ai protagonisti: Carlo Conti fa ridere solo quando dovrebbe far ridere, ma poi ridere non fa e questo, in sé, è il vero divertimento. Una specie di meta-comico imbarazzante.

Il genio di Maria De Filippi è ovviamente incatenato in un format che non le appartiene, senza lacrime, grida, troni, lettere che si aprono mostrando parenti in lacrime e Tina Cipollari ricorda un’aquila ferita che non riesce più a volare.
Gli ospiti quasi tutti fuori luogo, ma ci arriveremo poco più avanti.
Le canzoni sono quasi tutte pessime e se fossero un alimento sarebbero la pastina al pomodoro dell’ospedale. Quella coperta con la plastichina che fa la condensa. Avete presente l’odore del cibo da ospedale ? Ecco.

LE NUOVE PROPOSTE

Piccola postilla del redattore: il nome è fuorviante. Si chiamano “nuove proposte” perché sono giovani e non sono mai stati sul palco di Sanremo. Il “nuovo” non riguarda la proposta musicale in sé. Perché quella è vecchia, stravecchia.

Marianne Mirage, “Le Canzoni Fanno Male” 7
Fresca, simpatica e carina. Sicuramente una canzone ragionata che invoglia a un ulteriore ascolto. Peccato sia stata eliminata subito. “Le Canzoni Fanno Male” il titolo profetico per quanto seguirà nel corso della serata.

Francesco Guasti, “Universo” 4
La nuova proposta che, sorpresa!, suona più vecchia di Al Bano. La canzone non è brutta, affatto, però da una proposta “nuova” ci si aspetta qualcosa di più del semplice giretto melodico con quel testo così facilotto. Dai che non avete niente da perdere. Noi, al contrario, abbiamo sprecato quattro minuti ad ascoltarvi.

Braschi, “Nel Mare Ci Sono I Coccodrilli” 8
Oddio una canzone interessante. Puf eliminata. Meglio così che questo Festival non ha mai portato fortuna ai vincitori (questo il tema d’apertura della prima puntata). Una canzone intelligente, un arrangiamento originale, una melodia non scontata. Non è De André però qua in mezzo brilla. E probabilmente pure fuori.

Leonardo Lamacchia, “Ciò Che Resta” 6
Leonardo Lamacchia ha proposto una canzone carina e nulla più. Quindi ciò che resta è ben poco.

I CANTANTI IN GARA

I SI

Michele Bravi, “Il Diario degli Errori”6
A quanto pare Michele Bravi ha vinto X-Factor mentre la mia convinzione è che fosse uno YouTuber. Comunque, questa cosa deve aver influenzato in maniera piuttosto positiva il mio giudizio perché l’impressione è stata quella di avere davanti una voce interessante, un timbro sicuro anche se acerbo e un certo tipo carattere che non passa inosservato. Peccato non ricordi minimamente la canzone. Forse una sufficienza dovuta più allo stupore che alla canzone.

Sergio Sylvestre, “Con Te” 6
L’equazione “questo sconosciuto – deve aver vinto un talent” prosegue con il nostro Sergione, vincitore dell’ultima edizione di Amici. Sergio porta sul palco dell’Ariston una gran bella voce, potente e profonda su un pezzo piatto e sciapo. Come una bistecca bollita. Sorge spontanea una domanda: è davvero questa la massima aspirazione artistica di questi giovani cantanti talentuosi ? Ditemi di no perché a loro, sarà l’età, ma inizio a preferire Gigi D’Alessio.

Gigi D’Alessio, “La Prima Stella” 5
Da quando una nota webzine ha portato alla luce la disarmante somiglianza tra i suoi testi e quelli dei guru dell’indie italiano tipo Baustelle, Thegiornalisti, Dente non riesco più a vedere Gigi con gli stessi occhi. È un vate inconsapevole della modernità musicale. Comunque, rientra tra i si perché la sua canzone è brutta e almeno lui non ci ha deluso. Avanti tutta.

Raige e Giulia Luzi, “Togliamoci la Voglia” 5
Non so chi siano e il primo risultato che ho ottenuto su Google cercando i loro nomi è un articolo di Vanity Fair che titola “Chi sono Raige e Giulia Luzi ?”. Molto bene. Però il mio compito è giudicare la canzone ed è impossibile non paragonarla all’atra coppia in gara di cui si parlerà più avanti, Nesli e Paba. Anche loro formati da un rapper e una cantante. Solo che Raige e Luzi, così, ad una prima occhiata, funzionano. Sembrano divertiti, la canzone ha un certo piglio, rispettano i propri spazi senza sovrapporsi. Non si tengono la mano guardandosi negli occhi come Heidi e Peter. Abbastanza bene.

Francesco Gabbani, “Occidentali’s Karma” 6
Spesso, quando qualcuno porta a Sanremo una canzone che non si basa su un tappeto di violini e una base di pianoforte si grida al miracolo. Ovviamente non è così. Però non si può bocciare chi, come Francesco Gabbani, decide di cantare qualcosa di diverso, in maniera diversa con abiti diversi. La canzone sarà una buona hit radiofonica, forse la migliore. Poi non vincerà, ma questo è così scontato che penserete non avessi altro da dire al riguardo.

FORSE

Marco Masini, “Spostato Di Un Secondo” 5
La canzone di Marco “Bargiggia”  Masini è, un po’ come tutte le sue canzoni, un insieme di frasoni ad effetto al servizio di un ritornello potente in cui la voce sua voce roca dovrebbe fare da padrona. Purtroppo questo brani non si è fissato ed è precipitato dalla memoria a breve termine direttamente nell’oblio. Sarà un bene sarà un male, non lo so. Premio la barba e non posso fare altrettanto per il resto perché non ha lasciato nulla.

Paola Turci, “Fatti Bella Per Te” 5
Non è tra i no perché è sempre una dura. Non è tra i si perché la sua canzone è come un piatto ben cucinato in cui hai dimenticato di metterci il sale. Il potenziale c’è, la realizzazione pure, ma manca un piccolo ingrediente fondamentale per dare gusto al tutto. Ahimè ennesima portata sciapa.

Michele Zarrillo ?
Ok, è forse il gradino più basso che la mia professionalità abbia mai toccato. La conclusione è che non ho un’opinione su Michele Zarrillo e va bene così. Non si può avere un’opinione su tutto d’altronde. Della sua canzone non so che dire, idem per la sua voce ed il suo testo. Però sembra un tipo affidabile. Un vuoto cosmico avvolge la sua esibizione.

I NO

Bianca Atzei, “Ora Esisti Solo Tu” 2
Ora, con Biana Atzei ci andrò giù pesante, ma solo perché non so chi sia e perché lei comunque non ci ha risparmiato un colpo. La sua canzone è un insieme di frasi banalotte tipo “balliamo fino a notte”, “questa è la volta giusta”, “io e te insieme senza una nuvola” (più o meno così), cantate male, quasi sguaiatamente. Spiacevole da sentire durante la cena. Dritta al banco del pesce.

Nesli e Alice Paba, “Do Retta a Te” 3
La canzone di Nesli e Alice Paba (e chi sarà mai ? ops…ha vinto un talent) è un ululato continuo e petulante e loro due sembrano una coppietta di sposini di zucchero sulla torta nuziale. Non ha senso, la melodia è svogliata e apatica e stanca dopo pochissimi secondi. Viene da chiedersi: funzionate per sottrazione o questo è il meglio che siete riusciti a fare in due ?

Chiara, “Nessun Posto È Casa Mia” 5
Il vero problema di Chiara è che, come Marco Masini, è diventata una creatura di Sanremo. Forse vive proprio all’interno dell’Ariston e tutti i suoi sforzi sono rivolti alla ricerca della canzone perfetta per il Festival. E possiamo dirlo forte e chiaro: ci riesce ! La sua è una canzone che funziona, cerchiamo di essere obiettivi: ha una gran voce, il ritornello gira senza essere quell’impasto di banalità tipico di molti suoi colleghi e il testo pure, tutto sommato, non è da quinta elementare (vero signorina Atzei ?). Il problema è che le sue canzoni così perfette per Sanremo, tanto che fuori non le ascolterebbe nessuno, poi, alla fine, Sanremo non lo vincono. È un peccato (?).

GLI OSPITI
Robbie Williams 7
Robbie Williams fa quello che gli riesce meglio: canta e si atteggia. Noi lo amiamo così. Bacia a sgamo Maria de Filippi e rimane il figo di sempre.

Keanu Revees 7
La sua presenza si può giustificare solo pensando che qualcuno tra gli organizzatori sia innamorato di lui. Però oh, Neo è sempre Neo. Ci racconta un po’ della sua vita, poi maltratta un Fender Precision. Meglio di niente.

Biffy Clyro 5
Sedati, vestiti come mai sono stati durante un concerto, ovattati nei volumi e via, pronti a salire sul palco. Neanche una domandina una. Solo la solita cascata di “meraviglioso”, “stupendo”, “straordinario”, “successo” che più o meno esaurisce l’intero vocabolario di Conti. Io dico, invece, avvilente.

Giorgia 2
Dio mio. Giorgia sa di avere così tanto una bella voce e sa che tutti a casa dicono di sapere quanto Giorgia abbia una bella voce che ci regala un insieme di smodati gorgheggi e vocalizzi così noiosi da sembrare una lettura del contatore Enel fatta da Marzullo. Rispetto ai concorrenti, è vero, si nota una differenza abissale, però non basta allungare in virtuosismi tutte le dannatissime vocali finali (IIIiiiiiiiIiiIiiiiiiiiih). Pietà (àààààààààààààààhhhhhh) .

Francesco Totti 10
Oltre al fatto che il cognome Totti non possa che essere seguito dal numero “10” è evidente che sia stata la vera star della serata. Sono super partes quando dico che potrebbe tranquillamente presentare la prossima edizione da solo.

I COMICI

Maurizio Crozza 4
Sicuramente non una delle copertine più riuscite di Maurizio Crozza. Fiacca e scontata nel suo invito a fare l’amore durante il Festival. Ma poi, Maurizio mio, chi è che guarda Sanremo col proprio partner ?

Insinna, Brignano e Cirilli 5
Sinceramente all’1:00 di notte nessuno ha più voglia di ridere e tutta la caciara romana portata dai tre è stata parecchio fuori luogo.

 

Nota di fondo al lettore:
prendete queste pagelle con le dovute misure. Sono un giudizio personale, così personale da necessitare la prima persona. Sono uscite di getto e si sa che le cose fatte di getto sono sempre anche le meno ragionate.

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