Home > In Evidenza > London Film Festival 2020 – Supernova
  • London Film Festival 2020 – Supernova

    Diretto da Harry Macqueen

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:
    Vota anche tu

Correlati

di Marta Corato

Uno dei tanti principi che mi guidano nella scelta dei film da vedere – nei festival e nella vita – è quello di evitare i film sulla malattia. Di sicuro ce ne sono di bellissimi, ma della disperazione che spesso li contraddistingue ce n’è già abbastanza nella vita vera, soprattutto nel 2020.

Ad ogni modo, mentre le carriere di Colin Firth e Stanley Tucci non sono sempre una garanzia di qualità, ho deciso di fare un salto nel vuoto e vedere due dei miei attori del cuore in un film che in una qualsiasi altra situazione avrei aggressivamente evitato.

Sono lieta di riportare che, almeno questa volta, la sfida ha pagato. “Supernova” è un film che racchiude emozioni enormi in momenti piccoli e intimi, che prende temi giganteschi e li consegna ad una storia che si consuma nel giro di pochi giorni.

Tucci e Firth interpretano rispettivamente lo scrittore Tusker e il musicista Sam, insieme da decenni e alle prese con la diagnosi di demenza precoce per Tusker.

I due hanno deciso di rispolverare il loro vecchio camper per un weekend lontano da casa, un’occasione per vedere la famiglia di Sam e venire a patti con la loro nuova realtà: questa potrebbe essere infatti l’ultima volta che possono viaggiare, visto il peggiorare della condizione di Tusker.

Stanley Tucci e Colin Firth in scena del film.

Molto di quello che ci si potrebbe aspettare da un film con queste premesse non si consuma sullo schermo: non c’è l’impatto della diagnosi, non c’è il dolore della malattia, non c’è la morte.

“Supernova” si concentra soltanto su un paio di giorni dove non succede essenzialmente niente, ma ha una carica emotiva che, pur con eleganza e sottigliezza, riesce a rendere devastanti anche scene che hanno come sfondo un autogrill.

Harry Macqueen, alla sua seconda prova da regista e sceneggiatore, usa i dialoghi con accortezza e dà un ritmo lento, quasi meditativo, alla storia. Dick Pope, direttore della fotografia di fiducia di Mike Leigh, riprende un Lake District autunnale brumoso e lussureggiante, e trasforma ogni primo piano in uno studio del volto dei protagonisti.

In “Supernova” non c’è niente di più pregevole delle performance di Firth e Tucci, che sono già bravissimi di solito, ma che si esaltano a vicenda grazie a una chimica e senso di intimità fuori dal comune.

Firth, stoico in superficie, fa lentamente emergere un dolore profondissimo, devastante. Tucci non diventa mai grottesco nell’interpretare la malattia, ritraendola invece con nuance e intelligenza.

Pro

Contro

Scroll To Top